* Michel Quoist

NOTE  BIOGRAFICHE

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Michel Quoist nasce il 18 giugno 1921 a Le Havre, Francia, dipartimento della Senna Marittima. Sua madre era donna di grande fede, cattolica fervente e, nonostante avesse sposato un uomo ateo, educò i suoi figli cristianamente. La morte improvvisa del padre costrinse Michel a cominciare a lavorare come fattorino avendo solo dodici anni.

Quando, nel maggio del 1936, esplose in Francia un’enorme ondata di scioperi operai spontanei, il giovane Quoist si schierò dalla parte dei lavoratori appoggiandone apertamente le rivendicazioni. Gli scioperanti manifestavano contro l’aggravamento dello sfruttamento provocato dalla crisi economica e dallo sviluppo dell’economia di guerra e Michel che credeva nella giustizia e nel rispetto della dignità di ogni uomo, si sentì nel dovere di fare la sua parte, pur piccola che fosse.

Nel 1938, partecipando come barelliere ad un pellegrinaggio organizzato dalla diocesi a Lourdes, conobbe un sacerdote del quale Dio si servì per rivelargli la vocazione che dall’eternità aveva pensato per lui: quella sacerdotale. Per questo a diciott’anni entrò nel seminario vicino a Meaux, per poi passare a Rouen. A pochi mesi dal suddiaconato però, un’improvvisa cecità lo colpì. Furono inutili i controlli fatti in vari ospedali e sebbene la mancanza della vista non fosse totale, era ad uno stadio tale da non permettergli di proseguire il suo cammino verso il sacerdozio. Ma, quando ritenne che tutto fosse perduto, improvvisamente ricominciò a vedere. Poté realizzare così il desiderio che Dio aveva posto nel suo cuore nove anni prima, nel pellegrinaggio alla grotta di Massabielle e fu ordinato sacerdote nel 1947.

Dopo gli studi di teologia Michel volle continuare gli studi in scienze sociali e politiche nell’Istituto Cattolico di Parigi, dove conseguì il dottorato con una tesi su un quartiere popolare di Rouen dal titolo La città e l’uomo, poi pubblicata. Quindi divenne vicario d’una numerosa parrocchia di Le Havre e coordinatore e animatore dei movimenti giovanili della sua regione. In particolare, fu dirigente della JOC: Jeunesse Ouvrière Catholique, ossia la Gioventù Operaia Cattolica, associazione di giovani lavoratori e delle realtà popolari che svolge un’attività formativa, educativa e di evangelizzazione con e per i giovani stessi. Diciamo che i suoi interessi passati e quelli del presente si erano incontrati! Imparò in questo ambiente a conoscere sempre meglio i problemi, le ansie, ma anche i desideri e i sogni dei giovani del suo tempo, che forse erano quelli dei giovani di ogni tempo e che dunque erano stati anche i suoi. Aiutò i ragazzi che incontrava sul suo cammino a scoprire in Cristo la meta della loro ricerca. Presto, attraverso i libri, trovò un modo per raggiungere uomini e donne di ogni età e di ogni nazione e cominciò una fortunata produzione letteraria; tra le sue opere più note ricordiamo: Riuscire, Cristo è vivo, Appuntamento con Cristo, Dieci minuti con Dio, A cuore aperto, Parlami d’amore e Cammino di preghiera. Nel romanzo Parlami d’amore Michel racconta una storia che ha per protagonisti un ragazzo ed un Saggio, storia ideata al fine di aiutare i giovani (e meno giovani) a cercare l’Amore con la A maiuscola, a non lasciarsi travolgere da esperienze che feriscono se stessi e gli altri, che troppe volte risultano deludenti. Michel Quoist, con questo romanzo mostra la capacità di saper parlare ai giovani, di saper entrare in contatto con il loro mondo, mostra che la sua esperienza lunga e coinvolgente con i vari gruppi giovanili della sua regione, gli hanno fornito un bagaglio tale da poter essere considerato un vero Padre nello Spirito.

Instancabile nell’ambito delle missioni all’estero fece istituire un comitato vescovile per l’America Latina, mettendosi egli stesso a viaggiare per conferenze, ritiri, esercizi spirituali, corsi di formazione e a scrivere libri di meditazione e spiritualità che riscossero un largo successo internazionale.

Dal 1970 al 1976 fu curato di Sainte Marie e Saint Léon; nel 1971 aprì a Saint Cyrice nell’Aveyron un centro di accoglienza per giovani e adulti e nel 1976 proprio per la sua capacità, largamente riconosciuta, di saper parlare ai ragazzi, ma soprattutto di saper comprendere i loro cuori, fu nominato  responsabile delle vocazioni diocesane, svolgendo vari incarichi pastorali. Nel 1988, la sua abilità comunicativa gli ottenne di diventare direttore della radio diocesana di Le Havre, denominata «Arc en Ciel». Si ammalò di cancro al pancreas nel 1996 e fu questo il male che lo portò alla morte nel giro di un anno, difatti, il 19 dicembre del 1997, Michel si spense nella città nella quale era venuto alla luce.

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