Martin-Luther-King

* Martin Luther King

NOTE  BIOGRAFICHE

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Martin Luther King, l’uomo che aveva un sogno grande: l’abolizione della discriminazione raziale, nacque ad Atlanta, Georgia, il 15 gennaio 1929. Suo padre dopo aver esercitato umili mestieri era diventato assistente del pastore battista della Ebenezer Baptist Church e ne aveva sposato la figlia. La situazione economica della famiglia permise a Martin, sua sorella Christine e al piccolo, Alfred Daniel, di vivere dignitosamente. Alla morte del nonno suo padre subentrò nel ruolo di pastore. Durante l’infanzia non si rese conto della discriminazione raziale che lo attorniava ma, con l’inizio della scuola, le cose si fecero più chiare: i neri non andavano a scuola con i bianchi, né nei ristoranti o negozi se non vi era un’aria predisposta solo per loro; sugli autobus dovevano sedere agli ultimi posti e alzarsi per far sedere i bianchi in piedi. Mentre frequentava il Morehouse College, il liceo dei neri, sentì la chiamata del Signore e, nel 1947, giovanissimo fu consacrato pastore battista. Si iscrisse l’anno dopo all’Università di teologia in Pennsylvania. La vita al Nord era diversa, la gente viveva senza fare discriminazioni e Martin frequentava i corsi insieme a giovani bianchi e di colore. Era socievole e simpatico con un’intelligenza fuori della norma.  Un pomeriggio partecipò ad una conferenza sulla figura del Mahatma Gandhi e il metodo della nonviolenza gli parve il cammino da seguire anche per la lotta dei diritti dei neri negli Stati Uniti.

Nel 1951 si laureò a pieni voti e ottenne una Borsa di Studio che gli permise di proseguire i suoi studi e si trasferì all’Università di Boston ove frequentò Filosofia. Lì conobbe Coretta Scott che, nel 1953, divenne sua moglie e dalla quale ebbe quattro figli.

Nel 1954 accettò il suo primo incarico di Pastore nella chiesa battista di Montgomery desideroso di tornare al Sud dove i neri erano ancora emarginati. E qui organizzò il primo atto di ribellione non violenta: la causa fu l’ennesimo gesto di discriminazione ai danni di una donna di colore. Il 5 dicembre 1955 venne indetto il boicottaggio degli autobus: nessun uomo di colore vi salì in tutta la giornata e quella stessa sera nacque la MIA, Montgomery Improvement Association, la cui presidenza fu conferita al pastore King. L’associazione formulò alcune richieste riguardo al trattamento sugli autobus, minacciando il proseguimento della protesta. Poiché nulla di quanto richiesto fu accolto, il boicottaggio proseguì: per oltre un anno, sotto la pioggia, al freddo o con il caldo torrido, i neri si spostarono a piedi, o in bici, o attraverso le macchine comprate dalle parrocchie. Ci furono aggressioni da parte dei bianchi, furono lanciate bombe contro alcune chiese e contro casa King. Martin fu processato con l’accusa di aver organizzato il boicottaggio contrariamente a quanto stabilito dalla legge dello Stato dell’Alabama, ma la Corte Costituzionale degli Stati Uniti dichiarò incostituzionale tale legge e ci fu l’assoluzione. Inoltre, fu dichiarata illegale qualsiasi forma di segregazione negli autobus. Ciò diede più forza al movimento che si allargò in altre parti del Paese e Martin ne fu considerato il capo. Ormai si trattava di combattere contro ogni forma di discriminazione. Il pastore King si recava su e giù per l’America chiamato a fare discorsi, a tenere sermoni, nacque per sua iniziativa la SCLC. Southern Christian Leadership Conference.

Nel 1957 il Presidente Nixon decise di ascoltare le richieste della SCLC. ma non prese alcuna iniziativa. Il 1960 fu l’anno dei sit-in degli studenti per la desegregazione nelle tavole calde e nei ristoranti: agli studenti neri si univano anche alcuni bianchi. Questa nuova forma di protesta non violenta si espanse nelle città universitarie di tutto il Sud. Martin festeggiò questa iniziativa dei giovani e vi aderì. Ma la reazione delle autorità fu quella di arrestare i giovani e lo stesso pastore King, che rischiò sei mesi di lavori forzati. L’intervento del Senatore e Candidato alla Presidenza degli Stati Uniti, J.F. Kennedy, permise la sua scarcerazione. Kennedy vinse le elezioni e manifestò da subito la volontà di contribuire alla causa dei neri in America e presentò alla Casa Bianca un disegno di legge per i diritti civili, il Civil Rights Bill, ma non ne vide l’approvazione perché fu assassinato prima. Cominciarono le marce pacifiche in diverse città, contro le quali non mancarono reazioni violente anche delle autorità locali, oltre che da bianchi razzisti. Il 2 luglio 1964 il nuovo Presidente, Lyndon Johnson, firmò la legge che affermava il principio di uguaglianza di tutti i cittadini, il cui progetto era stato presentato da Kennedy.

Il 10 dicembre di quell’anno Martin Luther King ricevette il Premio Nobel per la Pace a soli 35 anni. Il 2 agosto 1965 fu approvata la legge sui diritti elettorali che impedì tutti i trucchi escogitati per evitare che i neri si iscrivessero alle liste. La lotta del dottor King continuò ancora qualche anno, l’ultimo atto fu quello della “Campagna dei poveri” con la quale abbracciò la causa di tutti i poveri e dimenticati d’America. Il 4 aprile 1968, però la vita del pastore King fu stroncata da un colpo d’arma da fuoco sparato da un killer appostato dinanzi al Motel di Memphis nel quale era alloggiato con i suoi collaboratori. Al suo funerale oltre 150.000 persone, la sua bara venne trasportata da un carro agricolo trainato da una coppia di muli, simbolo della povertà della gente per la quale aveva combattuto.

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