* Gabriele Adani

NOTE BIOGRAFICHE

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Antonio Adani (Zocca, 3 ottobre 1927), entrò giovanissimo nell’Ordine dei Minori. Nel convento di Sant’Antonio in Bologna professò prendendo il nome di Gabriele. Ordinato sacerdote nel 1951, per completare gli studi si trasferì a Roma ove ottenne la docenza in Teologia Pastorale. Nel 1953, insieme ad altri 4 confratelli: Ernesto Caroli, Berardo Rossi e Benedetto Dalmastri, fondò l’Istituto, l’Antoniano di Bologna. L’idea iniziale dei ‘quattro moschettieri’, così venivano soprannominati i fondatori, era quello di creare un Istituto le cui iniziative dovevano essere: la mensa per i poveri, l’Accademia di Arte Drammatica e il cinema-teatro. Quando l’Antoniano cominciò ad occuparsi anche di produzione televisiva, Padre Gabriele ricevette l’incarico di curare il settore radiotelevisivo, a cui si aggiunse l’incarico di curatore delle pubbliche relazioni dell’Istituto. D’altra parte, P. Adani era già giornalista RAI e negli anni Sessanta curò anche la rubrica radiofonica: Un minuto per te.

Negli anni Settanta intraprese l’attività di saggista e nell’ Ottanta quella di scrittore di libri con tematiche religiose, attività svolta sino alla morte. Nell’88, il 27 dicembre, la Presidenza del Consiglio dei Ministri gli conferisce l’onorificenza di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Nel 1980 scrisse Chiamami papà! Ed. Dell’Angelo. Nel 1982, pubblicò con la Rusconi, Perché la vita è bella. La collaborazione con la Rusconi durò sino al 1987, anno nel quale pubblicò il libro Ciao Mamma, che era stato preceduto dai volumi, Un minuto per te n.2 (1985); e Vita da frate (1984). Le seguenti pubblicazioni tutte editate Piemme furono: Nessun giorno senza amore (1988); Le due vite. Il libro delle tue radici e del tuo futuro (1988); Brevi parole disse il Signore sulla terra (1990); Dio manchi solo tu (1992).

Il Comune di Zocca, per onorare la memoria di questo suo cittadino illustre, dopo la sua morte (Bologna, 13 luglio 1993) istituì il Premio giornalistico Padre Gabriele Adani con la collaborazione della Provincia di Modena, l’Antoniano di Bologna, e il patrocinio dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna.

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