<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>fondatore ordine minimi &#8211; Monache Minime di Paola &#8211; Mora D&#039;Ebre</title>
	<atom:link href="https://www.minimepaola.it/tag/fondatore-ordine-minimi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.minimepaola.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Jun 2023 15:24:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>

<image>
	<url>https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/09/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>fondatore ordine minimi &#8211; Monache Minime di Paola &#8211; Mora D&#039;Ebre</title>
	<link>https://www.minimepaola.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Conformazione al Cristo Crocifisso</title>
		<link>https://www.minimepaola.it/conformazione-al-cristo-crocifisso/</link>
					<comments>https://www.minimepaola.it/conformazione-al-cristo-crocifisso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2022 19:55:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per conoscerlo meglio]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[croce]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[fondatore ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[mons. morosini]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[penitenza]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[profilo biografico]]></category>
		<category><![CDATA[riparazione]]></category>
		<category><![CDATA[risurrezione]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco di paola]]></category>
		<category><![CDATA[santità]]></category>
		<category><![CDATA[vita eterna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimepaola.it/?p=31389</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit vc_custom_1650052472257"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">In verità la scelta eremitica nella grotta di Paola è stata sempre letta dagli scrittori dell’Ordine come desiderio di conformazione a Cristo crocifisso: <em>Si ritirò nell’eremo, e abbracciò il Crocifisso e bevve tanta acqua celestiale e fu ripieno di tanta grazia da rinunciare a tutte le cose terrene, negando se stesso, e da aderire pienamente al Crocifisso con la mente e il cuore</em>. Nel giovane Francesco solitudine eremitica, amore al Crocifisso e decisione penitenziale si identificano: <em>Si nascose solo con il Crocifisso nel quale visse come inchiodato per amore e per partecipazione al suo dolore&#8230; Contemplando con la mente la passione di Cristo, partecipando nel corpo al dolore delle piaghe del suo Redentore, rendendosi conforme con la penitenza al Crocifisso</em>. Egli è colui che cerca di abbeverarsi alla fonte di grazia che scaturisce da Cristo, e gli autori amano raffigurarlo fermo sotto la croce come Giovanni.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left  dgt-single-image">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<div class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="350" height="458" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/04/San-Francesco-in-estasi-davanti-alla-croce.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="San Francesco in estasi davanti alla croce" title="" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/04/San-Francesco-in-estasi-davanti-alla-croce.jpg 350w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/04/San-Francesco-in-estasi-davanti-alla-croce-229x300.jpg 229w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></div>
		</figure>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">In realtà Francesco, a parte la dimensione penitenziale con la quale ha cercato di rivivere la passione di Cristo, ha mostrato anche con gli atteggiamenti esterni questa sua interiore inclinazione verso il Crocifisso. Sul bastone, col quale si accompagnava nei suoi viaggi, portava sempre una croce. Con una croce delimita, in un certo senso, la sacralità del convento ove abita con i suoi frati a Paola. Dinanzi alla croce sosta frequentemente a pregare, soprattutto prima di compiere qualche miracolo. Un testimone riferisce che Francesco, richiesto di un intervento a favore di un ammalato, si fermò prima in contemplazione dinanzi al Crocifisso. Invita anche i fedeli a pratiche di pietà in onore del Signore crocifisso.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">E questo non era un invito solo occasionale, nato in circostanze contingenti, ma partiva dalla volontà, nutrita di interiore convinzione, di voler comunicare ad altri, attraverso una pratica devozionale, un genuino contenuto di spiritualità. Istituzionalizza, infatti, questa pratica prescrivendola nella Regola del terzo Ordine: <em>Ogni venerdì reciterete devotamente cinque Pater  noster e altrettante Ave  Maria, in  memoria  della  passione  di Gesù Cristo</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pregare ai piedi di Gesù era una devozione in uso nella tradizione monastica antica e medievale. Con essa si voleva imitare soprattutto l’esempio di Maria Maddalena che bagnò con le lacrime i piedi del Signore e li asciugò con i suoi capelli. Si affermava in modo particolare che compito dei monaci era coprire mediante lacrime, con Maria, i piedi del Signore nel chiuso dei loro chiostri. Da qui derivò la persuasione che il gesto di prostrarsi ai piedi di qualcuno per chiedere perdono fosse come un prostrarsi ai piedi di Gesù.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco spesso, quando prega, si dispone con le mani distese a forma di croce, e così prescrive ad alcune persone che gli chiedevano un intervento prodigioso. Anche questa è una manifestazione tipica della spiritualità monastica, che si rifà a Gesù che muore con le braccia aperte sulla croce pregando il Padre. Questa immagine fu ritenuta molto significativa per una spiritualità penitenziale, perché, come Cristo sulla croce poteva solo pregare e parlare, in quanto tutto il resto del corpo era impedito, così il monaco deve imitare Cristo nel sentirsi legato con lui (ecco il significato di allargare le braccia) per poter solo pregare […].</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere questa parte non possiamo non ricordare il ricorso che Francesco fa al segno di  croce per  scongiurare  pericoli, per operare guarigioni, per invocare la benedizione dall’alto.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo veramente sostenere come tutta la vita di S. Francesco sia sviluppata nella linea dell’imitazione fedele di Cristo, tanto da meritare dal papa Alessandro VI l’elogio già conosciuto di essere imitatore ardentissimo del Redentore…</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Il momento della morte di Francesco, che non senza un segno particolare di Dio avviene di Venerdì Santo, è come l’ultimo tocco della grazia di Dio, che vuole completare questa identificazione costruita lentamente lungo l’arco di novantuno anni. Francesco, che ha iniziato la settimana di passione in uno stato di sofferenza fisica, causata da una febbre insistente, chiude gli occhi a questo mondo abbracciando e baciando ripetutamente il Crocifisso, dopo aver ascoltato il racconto della passione, preso dal vangelo di S. Giovanni.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_center  vc_custom_1650051576760 dgt-single-image">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<a href="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/04/Conformazione-al-Crocifisso.jpg" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img decoding="async" width="233" height="300" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/04/Conformazione-al-Crocifisso-233x300.jpg" class="vc_single_image-img attachment-medium" alt="" title="Conformazione al Crocifisso" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/04/Conformazione-al-Crocifisso-233x300.jpg 233w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/04/Conformazione-al-Crocifisso.jpg 465w" sizes="(max-width: 233px) 100vw, 233px" /></a>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Sappiamo che Francesco ebbe da Dio il dono dell’incorruttibilità del corpo dopo la morte. Nel 1562 gli Ugonotti, nel contesto delle guerre di religione, profanarono la sua tomba, estrassero il corpo lui ancora intatto, lo trascinarono nella foresteria del convento e cercarono ripetutamente di bruciarlo. Si dice che ogni tentativo risultò vano, finché pensarono di usare per il rogo la grande croce che stava sull’altare maggiore.  Solo su questo fuoco i resti mortali di Francesco si consumarono. L’identificazione con il Crocifisso fu piena. Il sacrificio e l’immolazione di Francesco si consumò nel sacrificio e nell’immolazione della croce.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 280px;">GIUSEPPE FIORINI MOROSINI, <em>Il Carisma</em><em> penitenziale </em><em>dell’Ordine dei Minimi, </em>pp. 515-518.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.minimepaola.it/conformazione-al-cristo-crocifisso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La grotta nell’esperienza giovanile di Francesco</title>
		<link>https://www.minimepaola.it/la-grotta-nellesperienza-giovanile-di-francesco/</link>
					<comments>https://www.minimepaola.it/la-grotta-nellesperienza-giovanile-di-francesco/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 11:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per conoscerlo meglio]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[fondatore ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[mons. morosini]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[santità]]></category>
		<category><![CDATA[vocazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimepaola.it/?p=28142</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1649326876222" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Gli elementi di cui si compone l’esperienza della grotta e che la caratterizza nel suo aggancio con la vita futura del Paolano: il desiderio di solitudine e di silenzio, volontà di relativizzare le cose, amore alla preghiera; il tutto per vivere una esperienza forte di Dio, che desse così un senso alla vita. Ecco allora l’uomo rinnovato dallo Spirito, che fa della sua vita un servizio e una lode a Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono da individuare qui le premesse di quella intuizione che l’iconografia classica ha espresso raffigurando San Francesco estatico e contemplativo dinanzi al mistero di Dio, raffigurato dall’emblema “charitas“, che vorrebbe raffigurare simbolicamente quell’amore di Dio, che era la sua passione costante, e a cui si richiama ogni volta che esorta gli altri ad agire, a parlare, a pensare “per carità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi furono gli inizi a Paola. Questo significò la grotta di Paola all’inizio della bellissima avventura dell’eremita Francesco, il futuro fondatore di un ordine religioso, il futuro eremita diplomatico, che per un ventennio eserciterà un influsso notevole presso la corte del re di Francia per la pace in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’avventura che ha inizio in una grotta, immagine di deserto, di frattura con il mondo, di silenzio, di solitudine; segno di preghiera contemplativa, di contatto estatico con la natura, di rapimento celestiale nella contemplazione di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">[…] La grotta è sinonimo di deserto, perciò di luogo privilegiato per i grandi appuntamenti con Dio: “La condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” (Os 2,16). […] Come nelle grandi chiamate della storia della salvezza, dove il deserto appare come occasione per capire il senso della chiamata di Dio e del suo progetto sull’uomo, anche quando questo uomo è Gesù, il Figlio stesso di Dio, così anche nell’esperienza di fede di S. Francesco di Paola il deserto e la grotta sono il luogo della sua maturazione spirituale nella comprensione prima e nell’accoglienza dopo del progetto di Dio su di lui. […]</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può capire perciò S. Francesco di Paola, la sua esperienza spirituale e la sua azione apostolica, senza la comprensione approfondita del ruolo che ha svolto nella sua vita l’esperienza della grotta. Tutto, nell’intero arco dei suoi novantuno anni, riceve luce e forza da quella esperienza. La grotta è segno della sua unione profonda con Dio, dell’ispirazione di fede della sua vita; è richiamo profetico del primato di Dio su tutto e della subordinazione di tutte le cose a lui. Nell’esperienza della grotta, preghiera e penitenza si richiamano e si integrano a vicenda; l’una si rapporta all’altra in una sintesi mirabile, offrendoci l’esempio di una vita totalmente vissuta per Dio. I testimoni della vita di Francesco ce lo presenteranno come l’uomo innamorato di Dio, l’uomo che bruciava di “carità”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">(Giuseppe Fiorini Morosini, <em>L’esperienza della grotta</em></p>
<p style="text-align: right;"><em> nella spiritualità di S. Francesco di Paola</em>, pp. 10-12)</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.minimepaola.it/la-grotta-nellesperienza-giovanile-di-francesco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luce di Dio per il nostro tempo</title>
		<link>https://www.minimepaola.it/luce-di-dio-per-il-nostro-tempo/</link>
					<comments>https://www.minimepaola.it/luce-di-dio-per-il-nostro-tempo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 20:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Visto da noi]]></category>
		<category><![CDATA[conversione]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[fondatore ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco di paola]]></category>
		<category><![CDATA[santità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimepaola.it/?p=27942</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit vc_custom_1644700517057"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1644347705823" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">I santi, tutti, sono state figure ricche di sfaccettature diverse, proprio perché santi, cioè pieni dello Spirito di Dio e delle sue multiformi ricchezze. Loro sono stati portatori della luce di Dio, e noi, quando li contempliamo, cogliamo nel loro splendore quel raggio di luce che illumina le nostre necessità. Così, fra tanti altri, lo è stato San Francesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato a Paola il 27 marzo 1416, per intercessione del santo d’Assisi, del quale porterà il nome, dopo aver servito come oblato per un anno nel convento dei francescani di S. Marco Argentano, Francesco, poco più che adolescente, decise di farsi eremita, e iniziò così il lungo itinerario che lo porterà ad essere annoverato tra i più grandi santi della Chiesa di tutti i secoli.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="dgt-custom-heading vc_custom_heading vc_custom_1644354882590 dgt-al-right"><h4 style="font-size: 16px;color: #993300;text-align: right" class="dgt-heading">La scelta del deserto</h4></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1644353522826" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">I testimoni dei processi hanno dichiarato dei suoi genitori che erano cristiani esemplari, virtuosi ed anche che in famiglia si faceva una vita molto austera; particolarmente riguardo a suo padre, Giacomo, c’è stata tramandata notizia che era solito praticare digiuni, preghiere notturne ed altre forme di mortificazione. Sappiamo pure che nella sua adolescenza ha avuto dei contatti con la spiritualità benedettina e francescana, le quali lasceranno in lui una profonda traccia, in particolare quest’ultima per l’ardente e tenera devozione che nutriva verso l’Assissiate e che l’accompagnerà per tutta la vita. La più antica biografia di San Francesco, quella scritta da un frate suo contemporaneo, ci ha lasciato notizia che egli ebbe anche l’occasione di prendere contatto con alcuni dei tanti gruppi di eremiti che popolavano l’Appennino campano e calabro. L’impatto avuto al contatto con quei solitari fu assolutamente decisivo, sicché, stando alla narrazione del suo discepolo, non fece più ritorno nel focolare domestico ma si fermò fuori dell’abitato; in una piccola grotta o capanna, in principio non molto lontana dal paese. Più tardi, per sottrarsi al continuo via vai dei devoti e curiosi, s’inoltrerà nel fitto bosco irrorato dal torrente Isca, presso il quale scavò una piccola cavità, sufficiente appena per ripararsi dalle intemperie e pregare.</p>
<p style="text-align: justify;">Un tenore di vita simile, mantenuto per diversi anni, durante i quali Francesco visse in totale solitudine, cibandosi di erbe crude, bevendo l’acqua del torrente e mortificandosi aspramente, per dedicarsi alla meditazione e alla preghiera, temprarono il suo spirito in modo che, giovane ancora, poté contare su una forte esperienza della lotta contro la debolezza della carne e contro le insidie della tentazione. Nel deserto, infatti, Francesco ha digiunato, ha pregato, ha fatto penitenza; e ha anche imparato, alla scuola dello Spirito, l’importanza dell’essere uomo e di vivere il progetto della propria esistenza come risposta ad un Amore che ci ha amati per primo e che da noi attende corrispondenza. Dal deserto è uscito irrobustito nella sua scelta di Dio come valore supremo della vita, ma n’è uscito anche forte della conoscenza di sé, e pertanto avvantaggiato nell’umiltà. È questo, davvero, uno degli effetti più sorprendenti che l’esperienza del deserto porta con sé: proprio perché ci distacca dalle cose e ci fa prendere le distanze da ogni realtà, il deserto ci spoglia dalle nostre false sicurezze e fa scomparire davanti a noi il miraggio di essere i protagonisti del mondo; fa cadere dai nostri occhi il velo che li copre, permettendoci di costatare i nostri limiti e salvandoci così dall’errore che ci fa credere di essere quello che possediamo. Il deserto ci fa toccare con mano la nostra indigenza creaturale, e perciò genera in noi l’umiltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco di Paola ha trascorso nella grotta gli anni della sua adolescenza e prima gioventù, gli anni cioè di formazione e consolidamento della sua personalità, ed ecco che è divenuto un uomo forte, proprio perché forgiato nell’essenzialità e nell’umiltà. Quando ricomparve nella società degli uomini, era già tutto preso dallo stupore della contemplazione del mistero di Cristo, della sua umiliazione e del suo volontario spogliamento per arricchire noi con la sua povertà, e deciso ad imitare il suo esempio. Infatti, chi, come Francesco di Paola, è riuscito a vincere il timore dell’umiliazione e il disprezzo degli uomini, non teme più nulla, e si rende così strumento utile e docile nelle mani della divina Provvidenza. Da allora in poi sarà questa la constante della sua vita e della sua spiritualità, nella doppia dimensione di relazione con Dio e con gli altri. Di fatto, egli cominciò subito a chiamarsi “il minimo” e “il minimo dei minimi”, ed a comportarsi come tale non solo nel suo rapporto con Dio, ma anche nel suo modo di attuare con gli uomini.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="dgt-custom-heading vc_custom_heading vc_custom_1644355007232 dgt-al-right"><h4 style="font-size: 16px;color: #993300;text-align: right" class="dgt-heading">Povertà e umiltà, armi vincenti</h4></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1644354253278" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Una tale scelta è stata per Francesco, ed è tuttora per la sua Famiglia religiosa, una sfida lanciata ai poteri di questo mondo. Rivela la sua ferma decisione di non assoggettarsi alla mentalità comune, ma di vivere secondo lo spirito e l’insegnamento del Cristo, suo Maestro e Redentore. Scegliere per sé e per i suoi figli il nome di “Minimo” è, difatti, il rifiuto più chiaro che Francesco di Paola abbia potuto opporre alle potenze di questo mondo: equivale a proclamare la propria libertà e indipendenza di criterio, di pensiero, di attuazione. Non ambiva nulla di quanto il mondo gli poteva offrire; perciò, non ha temuto di perdere niente di quanto i grandi di questa terra gli potevano dare, e così è riuscito a mantenersi sino alla fine della vita in perfetta coerenza con la sua coscienza e in fedeltà piena al suo unico Signore. Francesco, secondo le parole dell’antifona che si recita ogni venerdì in suo onore: “Sull’esempio di Cristo, in santità e giustizia, sostenne un lungo martirio, dominò se stesso; sprezzò le seduzioni mondane; lottando da forte prevalse, povero e umile, sul fiero avversario”.</p>
<p style="text-align: justify;">La povertà e l’umiltà furono, infatti, le sue grandi armi. Con esse riuscì a vincere ogni insidia e ogni contrarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Vinse, Francesco, con la povertà e l’umiltà quando un legato pontificio ebbe a recarsi a Paola per verificare l’ortodossia del suo movimento e, non trovando nulla da richiamare, prese a rimproverarlo sull’austerità della vita che facevano lui e i suoi compagni, cercando di dissuaderlo ad ogni costo. Con gran mansuetudine ed umiltà, il santo rispose al messo papale: “È vero, avete ragione, perché io sono rustico e campagnolo riesco a fare queste cose”, accostando intanto con le sue mani dei carboni accesi per fare riscaldare l’ospite. Quel monsignore, gran personaggio della Curia romana, rimase talmente scosso nel vedere il santo compiere un tale prodigio e contemporaneamente comportarsi con tanta umiltà, che, tornato a Roma e informato il Papa di quanto accaduto, chiese la sua benedizione per incorporarsi al seguito di Francesco, vivendo esemplarmente nell’Ordine fino alla fine dei suoi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la povertà e l’umiltà l’Eremita sconfisse un distaccamento di soldati inviato dal re di Napoli per arrestarlo. Pensando che sarebbe stata inutile e inconveniente la fuga che tanti gli consigliavano, se ne andò in chiesa dove, prostrato davanti all’altare e rimettendo, come povero, in Dio la sua fiducia, supplicava intensamente il Signore che fosse compiuta la sua santa volontà sul suo servo. Fu così che le guardie passarono ripetutamente vicino a lui senza vederlo fino a quando Dio permise che si rendesse di nuovo visibile ai loro occhi; allora san Francesco li accolse e trattò con amabilità e carità, in modo da farli rimanere così colpiti da venerarlo come uomo di Dio e tornarsene dal re a mani vuote, nonostante sapessero di stare mettendo a rischio la propria vita.</p>
<p style="text-align: justify;">La povertà e l’umiltà di Francesco vinsero sempre, anche quando, apparentemente, il potere dei grandi venne a prevalere su di lui. Fu, infatti, la prepotenza del re francese Luigi XI a volerlo in Francia con l’intenzione di strumentalizzare il suo potere taumaturgico a beneficio proprio. Il santo resistette rifiutandosi ripetutamente, ma Luigi XI riuscì ad ottenere dal Pontefice, Sisto IV, un mandato di obbedienza imponendo a Francesco di recarsi in Francia. Un mandato questo, del quale l’eremita paolano conosceva bene l’origine e le motivazioni, e che ad uno sguardo umano appariva come disastroso per la sua nascente congregazione. Essa rimaneva, infatti, senza essere ancora consolidata, orfana ed esposta alla ferocia dei potenti del regno, i quali cercavano sempre di divorarla, infastiditi dall’insegnamento degli eremiti. Anche qui vinse l’umiltà del povero Francesco, il quale, sottomettendosi docilmente al mandato del Papa, vide in Francia spianarsi provvidenzialmente la strada per il consolidamento e l’estensione della sua Congregazione, articolata poi come famiglia religiosa in primo ordine (maschile), secondo ordine (femminile, claustrale) e terz’ordine (secolare).</p>
<p style="text-align: justify;">Vinse Francesco di Paola, il povero, quando rifiutò impavido le magnanime offerte dei sovrani di Napoli e di Francia, col rischio anche di attirare su di se e la sua Congregazione l’ira regale, e non si accontentò di rifiutare le loro splendide donazioni, ma li richiamò coraggiosamente all’onestà e alla giustizia nei riguardi dei loro sudditi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vinse Francesco, il Minimo, poiché né prima in Calabria, né dopo in Francia, né le moltitudini dei poveri che accorrevano a lui in cerca di aiuto o di conforto, né l’ammirazione dei potenti che lo acclamavano santo già in vita, riuscì a suscitare in lui il minore sentimento di superbia o di vanagloria.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="dgt-custom-heading vc_custom_heading vc_custom_1644355025170 dgt-al-right"><h4 style="font-size: 16px;color: #993300;text-align: right" class="dgt-heading">Forgiato dallo Spirito</h4></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1644354348120" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Strappato al suo eremo e alla sua gente dal capriccio di un re crudele, venne a trovarsi al centro della corte più importante, ma anche più depravata del tempo, e lì si dimostrò uomo veramente pieno dello Spirito Santo. Essendo rude, senza cultura, visse vent’anni tra i più colti e raffinati del tempo, fu consigliere di tre re: il temuto Luigi XI, il giovane Carlo VIII e l’astuto Luigi XII, espletando presso di loro gli incarichi che intanto gli erano affidati dai Pontefici romani e favorendo la causa della Riforma della Chiesa. Contemporaneamente riuscì ad impiantare la sua Congregazione eremitica in Francia e ad avere l’approvazione di una Regola propria, nonostante le forti contrarietà e persecuzioni subite da parte di altri Ordini già consolidati. Ed in tutto ciò non commise imprudenza, e nessuno ebbe a poter dire niente di meno edificante sul suo conto.</p>
<p style="text-align: justify;">Si mantenne sempre solitario, ma sempre accogliente. Le sue forme erano apparentemente aspre, ma in realtà delicate fino alla squisitezza. A tanti di coloro che si rivolgevano a lui chiedendo di essere guariti da gravi da patologie, storpi, paralitici, dolenti, indicava di prendere una zappa e lavorare, di colpire le rocce con una mazza o di aiutarlo a portare travi pesantissime, e tutto ciò, nell’obbedire al suo comando, riuscivano a farlo con grande facilità, rimanendo prodigiosamente guariti. Forma squisita questa di non far pesare il favore del miracolo, di non farsi ringraziare, ma di convertirsi egli stesso in debitore di chi lo aiutava: Francesco si era forgiato alla scuola della divina bontà!</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="dgt-custom-heading vc_custom_heading vc_custom_1644355439061 dgt-al-right"><h4 style="font-size: 16px;color: #993300;text-align: right" class="dgt-heading">L'orazione, segreto della sua personalità</h4></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1644354289386" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Digiuno quaresimale per tutta la vita, povertà, umiltà, carità verso tutti: sono queste le caratteristiche principali del suo metodo di vita spirituale, che lo portarono a vivere un’esperienza contemplativa praticamente ininterrotta. Infatti, Il suo cuore, purificato e libero da ogni desiderio di questo mondo, ardeva continuamente del fuoco dello Spirito ed egli orava sempre, sia nel silenzio profondo della notte, nella vallata dell’Isca, nella sua Paola nativa, dove fu sorpreso da un testimone che “vide la valle, dove si trovava Francesco, tutta in fiamme e illuminata; quindi se ne tornò in camera frettolosamente e tutto pieno di spavento” <em>(Biografia del discepolo anonimo, cap. V), </em>sia nella solitudine della sua cella, ove si rinchiudeva spesso per diversi giorni consecutivi per dedicarsi alla contemplazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi si avvicinava a lui aveva, in ogni caso, l’impressione di trovarsi dinanzi ad un orante. A tale riguardo, sempre il biografo anonimo contemporaneo ci racconta di un episodio che dimostra ben chiaramente quanto l’orazione continua fosse diventata per lui una seconda natura, o quasi potremmo dire, il segreto della sua personalità:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Una volta, mentre lavorava nel Convento </em><em>di Paola, trasportava via la terra dal luogo, ove </em><em>adesso c&#8217;è l&#8217;altare maggiore. Venuta l&#8217;ora di an</em><em>dare a pranzo, vi rimase solo il buon Padre. E </em><em>dopo che i Religiosi finirono di mangiare, ritornò </em><em>da lui solo Frate Nicola da S. Lucido, il quale, nell&#8217;avvicinarsi al buon Padre, lo vide che lavo</em><em>rava ancora nello stesso posto, ma sulla testa </em><em>aveva una corona simile a quella che porta il Pa</em><em>pa, risplendente di vari colori. A quella vista, ne </em><em>restò meravigliato, e corse subito a confidarlo </em><em>ad un altro Frate, di nome Fiorentino; tutti e </em><em>due, subito dopo furono di nuovo testimoni della stessa visione. Ritornati, chiamarono un Fratello Oblato, di nome Angelo da Saracena; e vista di nuovo la stessa visione, se ne ritornarono del tutto spaventati” (</em>Biografia del discepolo anonimo, cap. VI<em>).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, allora, la prova che Francesco orava sempre, anche mentre svolgeva le attività più svariate, le quali non riuscivano a sviare la sua attenzione dall’intima unione con Dio che continuamente viveva. E Dio, nella sua inscrutabile Provvidenza, permise una tale manifestazione straordinaria davanti agli occhi stupiti dei testimoni, e ordinò che ciò accadesse mentre il suo Servo si premurava in un lavoro così umile e così faticoso come portare via la terra dal posto dove si doveva costruire il tempio per il Signore.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="dgt-custom-heading vc_custom_heading vc_custom_1644355410448 dgt-al-right"><h4 style="font-size: 16px;color: #993300;text-align: right" class="dgt-heading">Esempio per il nostro tempo</h4></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1644354616923" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Magnifico esempio, messaggio assordante per noi, uomini dell’era tecnologica e secolarizzata, cristiani della lotta quotidiana per difendere i valori della trascendenza dagli attacchi del materialismo e della incredulità, operatori di pastorale stracolmi di impegni, sempre di più in corsa contro il tempo, e sempre più bisognosi di pregare: l’orazione vera non ha necessità di particolari schemi, né di vistose strutture, né di tecniche speciali; non occorrono studi specializzati, non ce la possono impedire le molte faccende da sbrigare. Dobbiamo ricordare, però, che l’autentica preghiera richiede la libertà interiore dell’orante, e che questa libertà l’acquista soltanto chi è disposto, come Francesco di Paola, a dominare se stesso e a tenere a freno la propria carne, a disprezzare le seduzioni e i criteri ingannevoli del mondo, e a lottare coraggiosamente contro il Nemico, menzognero e padre della superbia, adoperando le armi della povertà e dell’umiltà.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.minimepaola.it/luce-di-dio-per-il-nostro-tempo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;umiltà e la grotta</title>
		<link>https://www.minimepaola.it/lumilta-e-la-grotta/</link>
					<comments>https://www.minimepaola.it/lumilta-e-la-grotta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jan 2022 20:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per saperne di più]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[fondatore ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[mons. morosini]]></category>
		<category><![CDATA[ordine dei Minimi]]></category>
		<category><![CDATA[penitenza]]></category>
		<category><![CDATA[profilo biografico]]></category>
		<category><![CDATA[sacrificio]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco di paola]]></category>
		<category><![CDATA[santità]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[vita eterna]]></category>
		<category><![CDATA[vocazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimepaola.it/?p=23758</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1642971497010" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Il mistero del Natale del Natale entra nel cuore della vita spirituale di Francesco di Paola. Lo dimostra il suo modo di riferirsi alla celebrazione del Signore con termini quasi estatici; per lui essa è la festa celeberrima e luminosissima, nella quale, così come in altre feste, non si digiuna e si riceve obbligatoriamente la santa Comunione. E, del mistero del Natale, ciò che più lo colpisce è la dimensione dell’umiltà del Verbo di Dio che, facendosi uomo, accetta una dimensione di estrema umiltà. Da un testo del Correttorio, che analizzeremo altrove, dobbiamo dedurre che il passo di Fil 2, 6-11 colpisce in modo particolare la sua sensibilità spirituale, in linea con tutta la tradizione monastica, che ha fatto di questo inno della primitiva comunità cristiana uno dei capisaldi della propria spiritualità cristocentrica.  Sappiamo già che è in collegamento con questi contenuti di umiltà che va letto il nome Minimo dato alla sua famiglia religiosa.</p>
<p style="text-align: justify;"> Questo nome esprime, secondo la testimonianza di Leone X, la volontà del Fondatore di voler avviare i suoi seguaci sulla strada dell’umiltà, già da lui percorsa, quella stessa che Gesù aveva percorso nel mistero della sua Incarnazione. In questo mistero, pertanto, Francesco coglie per la sua vita spirituale e per quella dei suoi seguaci l’invito allo svuotamento di sé, alla volontà di servizio, alla sottomissione, alla povertà. Il nesso tra l’umiltà di Francesco e quella del Verbo incarnato è stata colta dal papa Sisto V, che scrive: Egli fin dall’infanzia, infiammato di amore per le cose celesti, da minimo, quale si era fatto davanti a Dio e agli uomini, divenne grande. Tra le virtù, in cui eccelse, una specialmente ne abbracciò: l’umiltà, virtù sempre gradita al re dei re. Questa virtù egli scelse come guida e compagna ritirandosi in luoghi solitari per una vita dedita alla pietà e alla santità, così come imparò che la stessa segnò il primo ingresso nel mondo di Cristo salvatore nostro. In queste parole è la grotta l’elemento di confronto che ci fa capire come l’umiltà di Francesco si sia fondata sull’umiltà di Gesù, rilevata soprattutto nel mistero del Natale. […] Il richiamo alla grotta di Gesù, testimone del mistero di umiltà del Figlio di Dio, viene fatto per spiegare il valore spirituale della scelta di Francesco fin dagli anni della sua giovinezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stupore estatico provato dinanzi alla grotta divenne profonda e interiore ‘con-passione’ per la sofferenza vissuta da Cristo nel mistero della sua passione e morte.</p>
<p style="text-align: right;">(Giuseppe Fiorini Morosini, <em>Il Carisma penitenziale dell’Ordine dei Minimi, </em>pp. 513,514).</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.minimepaola.it/lumilta-e-la-grotta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>San Francesco attraverso la «Patris Corde»</title>
		<link>https://www.minimepaola.it/san-francesco-attraverso-la-patris-corde/</link>
					<comments>https://www.minimepaola.it/san-francesco-attraverso-la-patris-corde/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Dec 2021 17:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Visto da noi]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[devozione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[fondatore ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[ordine dei Minimi]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco di paola]]></category>
		<category><![CDATA[san Giuseppe]]></category>
		<category><![CDATA[santità]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[vocazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimepaola.it/?p=23787</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit vc_custom_1644700400352"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Alla fine dell&#8217;anno dedicato alla figura di San Giuseppe, ispirate dalla bellissima Lettera Apostolica del Santo Padre Francesco, <em>Patris Corde</em>, ci è piaciuto guardare il nostro Fondatore, Francesco di Paola, considerando quegli aspetti che il Papa ha riconosciuto quali caratteristici della figura del padre putativo di Gesù.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_tta-container" data-vc-action="collapse"><div class="vc_general vc_tta vc_tta-accordion vc_tta-color-sandy-brown vc_tta-style-classic vc_tta-shape-rounded vc_tta-spacing-25 vc_tta-gap-35 vc_tta-controls-align-default"><div class="vc_tta-panels-container"><div class="vc_tta-panels"><div class="vc_tta-panel vc_active" id="1638997812939-022a8be6-293a" data-vc-content=".vc_tta-panel-body"><div class="vc_tta-panel-heading"><h4 class="vc_tta-panel-title vc_tta-controls-icon-position-left"><a href="#1638997812939-022a8be6-293a" data-vc-accordion data-vc-container=".vc_tta-container"><span class="vc_tta-title-text">Padre nell’obbedienza</span><i class="vc_tta-controls-icon vc_tta-controls-icon-plus"></i></a></h4></div><div class="vc_tta-panel-body">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1640277247446" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Tre attitudini sono indispensabili perché si possa parlare di obbedienza filiale: <strong>predisposizione all’ascolto, apertura umile e infine abbandono fiducioso</strong>. Essa è molto diversa dall’obbedienza servile, che è esecuzione di un comando recepito come un obbligo, una imposizione subita. L’obbedienza di Francesco di Paola, proprio come quella di San Giuseppe, fu quella di figlio amato che ha piena fiducia nella Volontà del Padre. Egli imparò da bambino a comprenderla, riconoscendola negli eventi, leggendola nel proprio cuore, discernendo i movimenti dello Spirito Santo. Da ragazzino, al termine dell’anno votivo trascorso a San Marco Argentano, capì di dover rifiutare l’invito dei frati minori a restare con loro e motivò la sua decisione affermando con convinzione: «Non è la volontà di Dio.». Le stesse parole le ascoltiamo nuovamente sulla sua bocca molti anni dopo, fatto che rimarca il suo cammino di perseverante obbedienza:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>Mentre si intratteneva in colloquio con uno dei suoi frati, Francesco fece questa profezia: “un giorno dovremo andare in un luogo dove non ci capiranno, e neanche noi capiremo loro”. Il frate subito obbiettò: “Padre, se non capiranno e neanche noi capiremo loro, perché dobbiamo andarvi?”  “Poiché è volontà di Dio!”, rispose prontamente Francesco</em>. (Anonimo).</p>
<p style="text-align: justify;">Ascolto- apertura-abbandono. Crescendo, dunque, si affinarono in lui queste attitudini rendendogli sempre più intelligibile la Volontà del Signore e così quando alcuni gli chiesero di poter condurre vita eremitica con lui, <strong>si mise in ascolto di Dio, senza barricarsi nei suoi progetti, né irrigidirsi nell’idea, formatasi in quegli anni di solitudine</strong>, sulla forma di vita da condurre <strong>e con apertura umile si abbandonò pienamente ai voleri divini</strong>, cambiando nuovamente tutta la sua impostazione di vita. Come può non venire in mente San Giuseppe, che rinuncia ai suoi piani per abbracciare il Piano di Dio; lui che, per ben quattro volte, seppe riconoscere nel sogno avuto la manifestazione del volere dell’Altissimo?!</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>In ogni circostanza della sua vita &#8211;</em>ci dice il Papa-<em> Giuseppe seppe pronunciare il suo “fiat”, come Maria nell’Annunciazione e Gesù nel Getsemani (Patris Corde 3).</em></p>
<p style="text-align: justify;">E così il nostro Fondatore! In principio Padre di un piccolo gruppo di eremiti, in seguito Padre di un grande Ordine, Francesco di Paola, come il falegname di Nazareth, seppe essere Padre nell’obbedienza poiché continuò sempre a vivere la sua vita da figlio obbediente, capace per questo di guidare gli altri sulla via tracciata dallo Spirito.</p>

		</div>
	</div>
</div></div><div class="vc_tta-panel" id="1638997812985-2792941e-27aa" data-vc-content=".vc_tta-panel-body"><div class="vc_tta-panel-heading"><h4 class="vc_tta-panel-title vc_tta-controls-icon-position-left"><a href="#1638997812985-2792941e-27aa" data-vc-accordion data-vc-container=".vc_tta-container"><span class="vc_tta-title-text">Padre nella tenerezza</span><i class="vc_tta-controls-icon vc_tta-controls-icon-plus"></i></a></h4></div><div class="vc_tta-panel-body">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1640277286104" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Lungi dall’essere sinonimo di mollezza, la tenerezza è piuttosto grandezza di cuore. Solo chi ama prova vera tenerezza e solo chi lascia spazio alla tenerezza può diventare compassionevole, può comprendere l’altrui debolezza e farsene carico, può <em>perdonare il torto subito sino a dimenticarlo. </em>Se San Francesco è nell’immaginario comune l’eremita rude, forte, silenzioso, è pur vero che nella sua vita ha dato prova di grande tenerezza. Da Padre Fondatore, si occupò dei suoi religiosi con delicata attenzione. Questo nella Regola risulta evidente nella cura richiesta per gli ammalati, o nell’accondiscendenza verso il bisogno di coloro che soffrono di continuo languore e in altri particolari con i quali si mitigano le austerità se serve per sovvenire alle necessità di un frate in difficoltà e lo si vede con evidenza nel richiamo al reciproco perdono. Un Padre tenero spera di generare figli capaci della medesima tenerezza, attenzione, dolcezza, sensibilità d’animo, apertura di cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma noi Minime, in modo particolare, cogliamo la sua tenerezza in alcuni gesti che ce lo fecero stimare quale Padre accorto e sollecito nonostante la distanza. Infatti, quando completò la redazione della nostra Regola, senza attendere l’approvazione apostolica, designò un suo Vicario per la direzione e formazione delle prime Monache Minime (ricordiamo che il secondo Ramo dell’Ordine sorse in Spagna). E non scelse un Vicario qualsiasi ma padre Giovanni Abundance che era stato il primo Provinciale in Spagna, eletto per comando del Fondatore stesso nel 1496. Un uomo la cui Santità era stimata da tutti nell’Ordine. San Francesco in questo modo si assumeva personalmente la responsabilità delle Minime, nella figura del suo Vicario. Attraverso di lui inviò a ciascuna monaca un rosario in regalo, un segno semplice ma d’amore paterno.</p>
<p style="text-align: justify;">San Francesco però, fu un Padre tenero anche per i tanti fedeli che accorrevano al suo convento. Nei processi leggiamo di un uomo che venne a Paola per chiedere al Frate di guarire suo figlio gravemente malato, Francesco però saputo in spirito che il ragazzo era appena morto dovette informare il povero genitore che scoppiò in pianto. Il buon Padre commosso, si prodigò nel rincuorarlo e gli profetizzò la nascita di due figli l’anno successivo, infine lo mandò via consolato. San Francesco era un Padre tenero con i tanti fedeli che accorrevano al suo convento: guariva gli ammalati, rincuorava gli afflitti e aveva grande tenerezza verso i peccatori pentiti invitandoli a confessarsi: <em>a spazzare la propria casa cioè la coscienza</em>, per riconciliarsi con il Signore e incontrare il suo perdono. Proprio l’anonimo contemporaneo suo primo biografo attesta questa dolcezza con cui l’eremita spingeva chi aveva sbagliato a pentirsi e a cambiare vita, muovendo tutti a confidare nel perdono di <em>Dio che</em> <em>ci aspetta a</em> <em>braccia aperte</em>!</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto quest’ultima prospettiva vogliamo riportare un altro bellissimo passo della <em>Patris Corde</em>:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>Il Maligno ci fa guardare con giudizio negativo la nostra fragilità, lo Spirito invece la porta alla luce con tenerezza. È la tenerezza la maniera migliore per toccare ciò che è fragile in noi. Il dito </em><em>puntato e il giudizio che usiamo nei confronti degli altri molto spesso sono segno dell’incapacità di </em><em>accogliere dentro di noi la nostra stessa debolezza, la nostra stessa fragilità. Solo la tenerezza ci </em><em>salverà dall’opera dell’Accusatore (cfr Ap 12,10). Per questo è importante incontrare la Misericordia di Dio, specie nel Sacramento della Riconciliazione, facendo un’esperienza di verità e tenerezza. Paradossalmente anche il Maligno può dirci la verità, ma, se lo fa, è per condannarci. </em><em>Noi sappiamo però che la Verità che viene da Dio non ci condanna, ma ci accoglie, ci abbraccia, ci sostiene, ci perdona. La Verità si presenta a noi sempre come il Padre misericordioso della parabola… (Patris Corde 2).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Come Gesù e Maria hanno visto la tenerezza di Dio in Giuseppe, così a Paola molti videro in Francesco la tenerezza di Dio: le sue braccia furono le braccia di Dio tese verso l’uomo caduto, l’uomo ferito, l’uomo piagato nel corpo e quello piagato nell’anima.</p>

		</div>
	</div>
</div></div><div class="vc_tta-panel" id="1640261922911-c9c08b70-d681" data-vc-content=".vc_tta-panel-body"><div class="vc_tta-panel-heading"><h4 class="vc_tta-panel-title vc_tta-controls-icon-position-left"><a href="#1640261922911-c9c08b70-d681" data-vc-accordion data-vc-container=".vc_tta-container"><span class="vc_tta-title-text">Padre nell’accoglienza</span><i class="vc_tta-controls-icon vc_tta-controls-icon-plus"></i></a></h4></div><div class="vc_tta-panel-body">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1640277316538" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Siamo soliti, nell’Odine, considerare l’accoglienza in San Francesco nella dimensione di ospitalità, ma la Lettera del Papa ci ha portate a considerare l’accoglienza da un punto di vista diverso. Scrive il Papa:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>Tante volte, nella vita, accadono avvenimenti di cui non comprendiamo il significato. La prima reazione è spesso di delusione e ribellione. Giuseppe lascia da parte i suoi ragionamenti per fare spazio a ciò che accade e, per quanto possa apparire ai suoi occhi misterioso, egli lo accoglie, se ne assume la responsabilità e si riconcilia con la propria storia. La vita spirituale che Giuseppe ci mostra non è una via che spiega, ma una via che accoglie.  </em></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>Egli non è un uomo rassegnato passivamente. Il suo è un coraggioso e forte protagonismo. L’accoglienza è un modo attraverso cui si manifesta nella vita il dono della fortezza che ci viene dallo Spirito Santo. Solo il Signore può darci la forza di accogliere la vita così com’è, di fare spazio anche a quella parte contradditoria, inaspettata, deludente dell’esistenza (Patris Corde 4).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Accoglienza della propria storia! Di questo sta parlando il Pontefice riferendosi a San Giuseppe e crediamo di poter dire che è quanto si sia avverato anche nella vita di San Francesco. Compiere con grande fedeltà e docilità la volontà di Dio su di lui: è il riassunto di tutta la sua vita. Senza grandi manifestazioni esteriori, senza nessuna rivelazione particolare, solo nell’accoglienza umile di quanto Dio gli presentava ogni giorno, anno dopo anno, nelle più svariate vicende, nelle situazioni facili o difficili, senza cercare da parte sua delle risposte, e tanto meno voler capire il disegno di Dio su di lui, come un servo buono e obbediente si mise totalmente a servizio dell’opera che Dio pian piano gli affidava, facendo fruttificare al massimo i talenti ricevuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Servendosi della ricchezza del suo forte carattere passionale e della sua tenacia, non si arrese mai di fronte a nessun ostacolo, ma fidandosi unicamente della potenza di Dio che “compie meraviglie”, andò avanti con ardore e decisione, controcorrente, lasciando fare a Dio quello che umanamente alle sue sole forze e capacità sarebbe stato impossibile. Tutto ciò con profonda umiltà, quasi non fosse lui il protagonista di questa storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltrepassato già l’arco dei sessantacinque anni di età, dei quali più di quaranta vissuti da eremita, nella continua preghiera e ardua penitenza, Francesco continuerà a camminare di virtù in virtù, di bene in meglio, configurandosi sempre di più a Cristo Crocifisso. Sotto la sua responsabilità nel momento in cui doveva lasciare tutto e andarsene in Francia, per compiere quella che ha capito essere la volontà di Dio, ha cinque comunità di eremiti, fondate da pochissimi anni; lui stesso ne ha seguito i primi tramiti curandone l’organizzazione, nominando i superiori e i delegati che avrebbero dovuto portare avanti le fondazioni, non tralasciando di formarli con le sue ammonizioni ed esempi a una vita di totale configurazione a Cristo dedita alla preghiera e alla penitenza. Sebbene la precarietà degli inizi lasciasse pensare umanamente alla necessaria presenza del Santo Padre tra i suoi, dinanzi l’ordine del Papa di andare in Francia, Francesco, come un nuovo Giuseppe, compie il suo esodo, senza sapere ciò che avrebbe trovato e ciò che sarebbe accaduto a quanto lasciava ma andando incontro al futuro con senso di responsabilità e accogliendolo in tutta la sua novità.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora, leggiamo ancora un passo della Patris Corde, che va a corroborare quanto appena detto:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>Lungi da noi allora il pensare che credere significhi trovare facili soluzioni consolatorie. La fede che ci ha insegnato Cristo è invece quella che vediamo in San Giuseppe, che non cerca scorciatoie, ma affronta “ad occhi aperti” quello che gli sta capitando, assumendone in prima persona la responsabilità (Patris Corde 4).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ma dall’esperienza francese di San Francesco possiamo evidenziare un altro evento che pone in rilievo la sua capacità di comprendere il Piano di Dio e accoglierlo nella sua totalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal racconto che ci hanno lasciato le fonti, sappiamo con certezza che, dopo la morte improvvisa di Carlo VIII, Francesco credette di aver concluso la sua esperienza alla Corte di Tours e di poter tornare in Calabria, nella sua Terra amata e riprendere in mano la sua opera. Si dispose a tornare in Italia con il permesso del nuovo reggente, Luigi XII, duca d’Orleans, che non conoscendo il frate, né la sua influenza a Corte, non ritenne un problema concedergli il salvacondotto per rientrare in Patria. Francesco era già sulla via del ritorno, quando il Re, informato del ruolo ricoperto dall’Eremita in tutti quegli anni e consigliato di non lasciarlo partire, inviò un’ordinanza con la quale revocò il salvacondotto concesso e richiamò a Corte il buon frate che si sottomise alla volontà del Re vedendo in essa l’intervento di Dio. Non bisogna far troppa fatica per immaginare il travaglio interiore di San Francesco, che nonostante tutto, è capace di riconciliarsi con la sua storia, la storia che Dio ha provveduto a tracciare e che fedelmente lui ha accolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma lasciamoci illuminare ancora da alcune parole della Lettera Apostolica che stiamo considerando, e dalla figura di San Giuseppe. Leggiamo cosa scrive il Papa:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>Se non ci riconciliamo con la nostra storia, non riusciremo nemmeno a fare un passo successivo, perché rimarremo sempre in ostaggio delle nostre aspettative e delle conseguenti delusioni. </em></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>La vita spirituale che Giuseppe ci mostra non è una via che spiega, ma una via che accoglie. Solo a partire da questa accoglienza, da questa riconciliazione, si può anche intuire una storia più grande, un significato più profondo</em> <em>(Patris Corde 4).</em></p>
<p style="text-align: justify;">San Giuseppe seppe scorgere negli eventi che si verificavano e che non di rado rompevano i suoi piani, interrompevano i suoi progetti, alle volte li distruggevano totalmente, il Piano più grande dell’Altissimo e così possiamo ben dire del nostro Fondatore.</p>

		</div>
	</div>
</div></div><div class="vc_tta-panel" id="1640262115262-94eb377d-97ca" data-vc-content=".vc_tta-panel-body"><div class="vc_tta-panel-heading"><h4 class="vc_tta-panel-title vc_tta-controls-icon-position-left"><a href="#1640262115262-94eb377d-97ca" data-vc-accordion data-vc-container=".vc_tta-container"><span class="vc_tta-title-text">Padre del coraggio creativo</span><i class="vc_tta-controls-icon vc_tta-controls-icon-plus"></i></a></h4></div><div class="vc_tta-panel-body">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1640277362269" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Continuando in questo confronto con la personalità di san Giuseppe, prendiamo quest’altra caratteristica accennata dal Papa: Padre nel coraggio creativo. Dice la lettera apostolica:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>Il coraggio creativo emerge soprattutto quando si incontrano difficoltà. Davanti a una difficoltà ci si può fermare e abbandonare il campo, oppure ingegnarsi in qualche modo. Sono a volte proprio le difficoltà che tirano fuori da ciascuno di noi risorse che nemmeno pensavamo di avere. </em><em>Molte volte, leggendo i “Vangeli dell’infanzia”, ci viene da domandarci perché Dio non sia intervenuto in maniera diretta e chiara. Ma Dio interviene per mezzo di eventi e persone. Giuseppe è l’uomo mediante il quale Dio si prende cura degli inizi della storia della redenzione. Egli è il vero “miracolo” con cui Dio salva il Bambino e sua madre. Il Cielo interviene fidandosi del coraggio creativo di quest’uomo. (Patris Corde, 5)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em>A Giuseppe Dio affida i suoi beni più cari: Gesù e Maria. Al nostro santo Padre, Dio, quale bene gli affida?  La sua famiglia religiosa, della quale lui è il Padre e il Fondatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco seppe leggere e scorgere la mano di Dio nella sua storia personale e nelle vicende del suo Ordine, accogliendo le piccole e le grandi manifestazioni del divino volere, che si presentavano man mano nella sua esistenza, non ponendo mai nessun ostacolo al compimento della volontà di Dio, ma aderendovi con magnanimo spirito di fede e in totale adesione e obbedienza. Egli non si rifiutò mai di compiere il volere di Dio, anche quando portarlo a compimento significò per lui lo sconvolgimento di tutta la sua vita. Accenniamo soltanto alcuni:</p>
<p style="text-align: justify;">Il mutamento notevole avvenuto in seguito al suo arrivo in Francia con il passaggio dalla vita eremitica a quella cenobitica o conventuale richiesto dalle nuove esigenze di vita incontrate dal Fondatore nel nuovo ambiente in cui dovette impiantare il suo movimento. Francesco, ha dovuto saper accogliere le cose valide e buone che questa nuova realtà aveva portato, rifiutare le cose superflue che non rispecchiavano il suo stile di vita, adattare le cose imprescindibili e fondamentali senza venir meno al carisma che aveva ricevuto e che gelosamente custodiva nell’intento di plasmarlo fedelmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo tanti anni di attesa -erano passati ormai 72 anni da quando Francesco accolse i suoi primi compagni a Paola, anni ardui di intenso lavoro nella stesura della sua Regola-egli nel 1502 ottiene l’approvazione di una sua Regola propria nella quale poter delineare il suo carisma e il suo stile di vita; una Regola che, nell’approvarla, il Papa definì come “luce per illuminare i penitenti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Avere tra le mani questo tesoro, dopo tante sofferenze sia all’interno sia all’esterno dell’Ordine: era ricevere il coronamento delle sue fatiche, non solo, era la risposta di Dio che gli assicurava di essere sulla strada giusta. Ormai, si chiudeva l’itinerario di organizzazione e sistemazione. “Nel nome del crocifisso” iniziava Francesco la sua Regola.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma negli ultimi anni della sua vita sorse ancora un fatto totalmente inaspettato. Ad Andújar, dopo aver ricevuto la nuova stesura della Regola, le Sorelle non si manifestarono dal loro punto di vista del tutto soddisfate. Non vedendo ancora appagato in questo documento tutto l’anelito che portano nel cuore, giacché intendevano vivere il carisma in maggiore solitudine, con una separazione dal mondo più radicale. Scrissero pertanto a Francesco, loro fondatore, nel mese di marzo del 1503 per chiedergli di poter vivere come religiose di clausura. Erano trascorsi solo sei mesi dall’approvazione della Regola quando Francesco ricevette questa richiesta delle Sorelle, evento che lo mise nuovamente nell’urgenza di dare una risposta.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>Se certe volte Dio sembra non aiutarci, ciò non significa che ci abbia abbandonati, ma che si fida di noi, di quello che possiamo progettare, inventare, trovare (Patris Corde, 5).</em></p>
<p style="text-align: justify;">La sua risposta non si fece attendere: destando la meraviglia di tutti, non solo rispose alle Sorelle in modo positivo, ritenendo legittimo il loro desiderio di vivere con maggiore radicalità il carisma abbracciato, ma dovendo accingersi a redigere una Regola per loro, riprese tra le mani anche quella già scritta per i fratelli assieme a quella scritta per i terziari e, ricompose i testi compiendo un lavoro di unità e essenzialità per la sua famiglia religiosa. Nacquero così quattro nuovi codici: la Regola dei fratelli (quarta e definitiva redazione), la Regola delle Sorelle (prima e unica redazione), il “Correttorio”, ove stabilisce norme pratiche e disciplinari di organizzazione e di condotta, atti a formare e a correggere; e  la Regola per i Fedeli secolari, anche questa semplificata nel suo insieme. Così dalla difficoltà, la sua coraggiosa intraprendenza seppe trarre una nuova possibilità da cogliere.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>…Il Vangelo ci dice che ciò che conta, Dio riesce sempre a salvarlo, a condizione che usiamo lo stesso coraggio creativo del carpentiere di Nazaret, il quale sa trasformare un problema in un’opportunità anteponendo sempre la fiducia nella Provvidenza.” “….Dio interviene per mezzo di eventi e persone” (Patris Corde, 5).</em></p>

		</div>
	</div>
</div></div><div class="vc_tta-panel" id="1640268270065-5cb93a46-dee9" data-vc-content=".vc_tta-panel-body"><div class="vc_tta-panel-heading"><h4 class="vc_tta-panel-title vc_tta-controls-icon-position-left"><a href="#1640268270065-5cb93a46-dee9" data-vc-accordion data-vc-container=".vc_tta-container"><span class="vc_tta-title-text">Padre lavoratore</span><i class="vc_tta-controls-icon vc_tta-controls-icon-plus"></i></a></h4></div><div class="vc_tta-panel-body">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1640277407770" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Nella Lettera apostolica si legge di un elemento che forse è tra i più caratteristici di San Giuseppe e allo stesso modo di San Francesco: il lavoro. Entrambi furono lavoratori ai quali la fatica non fece mai timore.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>Il lavoro diventa partecipazione all’opera stessa della salvezza, _ spiega Papa Francesco_ occasione per affrettare l’avvento del Regno, sviluppare le proprie potenzialità e qualità, mettendole al servizio della società e della comunione; il lavoro diventa occasione di realizzazione non solo per sé stessi, ma soprattutto per gli altri… La persona che lavora, qualunque sia il suo compito, collabora con Dio stesso, diventa un po’ creatore del mondo che ci circonda</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E così ci piace pensare a San Francesco il quale, ovunque andasse, riusciva a ricostruire il suo habitat che rivelava il forte attaccamento al mondo della terra e del lavoro. Sceglieva luoghi ai margini del centro abitato, si industriava nel coltivare il suo orticello. Era cresciuto così: uomo <em>pratico, lavoratore, uomo di preghiera e di grande penitenza. Perciò, la Minima deve amare il lavoro</em> sapendo che la profondità della sua vita interiore e il progresso nella virtù, soprattutto nella pazienza e nell’umiltà, si misurano dall’impegno e dalla sua laboriosità. Inoltre, ognuna può dare così il suo apporto alla Comunità della quale fa parte, facendo sì che i doni ricevuti, invece di favorire l’individualismo, producano frutti di comunione.</p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;"><em> </em><em>Il lavoro diventa partecipazione all’opera stessa della salvezza, occasione per affrettare l’avvento del Regno, sviluppare le proprie potenzialità e qualità, mettendole al servizio della società e della comunione; il lavoro diventa occasione di realizzazione non solo per sé stessi, ma soprattutto per quel nucleo originario della società che è la famiglia (Patris Corde, 6).</em></p>

		</div>
	</div>
</div></div><div class="vc_tta-panel" id="1640262191821-7ba053a9-8fa6" data-vc-content=".vc_tta-panel-body"><div class="vc_tta-panel-heading"><h4 class="vc_tta-panel-title vc_tta-controls-icon-position-left"><a href="#1640262191821-7ba053a9-8fa6" data-vc-accordion data-vc-container=".vc_tta-container"><span class="vc_tta-title-text">Padre amato</span><i class="vc_tta-controls-icon vc_tta-controls-icon-plus"></i></a></h4></div><div class="vc_tta-panel-body">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1640275451855" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Ricordando le parole di San Paolo VI, Papa Francesco riafferma che la paternità di San Giuseppe si espresse:</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 60px;"><em>nell’aver fatto della sua vita un servizio, un sacrificio, al mistero dell’incarnazione e alla missione redentrice che vi è congiunta; nell’aver usato dell’autorità legale, che a lui spettava sulla sacra Famiglia, per farle totale dono di sé, della sua vita, del suo lavoro…. Per questo suo ruolo nella storia della salvezza -continua il Santo Padre- San Giuseppe è un padre che è stato sempre amato dal popolo cristiano… (Patris Corde, 1).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Queste parole ci hanno fatto pensare alla paternità di San Francesco e al dono che ha fatto di sé a Dio e alla sua Chiesa, in particolare al nostro Ordine per il quale ha lavorato, sofferto, sospirato sino all’ultimo momento della sua vita, quando con in mano un braciere ardente rammentava ai suoi frati che <em>nulla è impossibile a chi ama Dio</em> spronandoli alla fedeltà al carisma quaresimale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo suo ruolo di Fondatore, per questo suo dono totale di sé, San Francesco fu ed è un Padre amato. Noi Minime, sin dai primi albori della nostra vocazione abbiamo fatto riferimento a lui come al Padre buono e premuroso. Si è tramandato nella tradizione dei nostri monasteri il detto: “andiamo dal santo Padre, egli provvederà” e davvero egli sempre provvede</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c’è un episodio che viene tramandato da una generazione di Minime all’altra e che esprime in modo suggestivo l’amore reciproco tra il Padre Fondatore e le sue figlie. È un episodio la cui storicità non possiamo assicurare, poiché la cronaca di Andùjar andò distrutta durante la guerra civile spagnola della prima metà del XX secolo, ma che le monache hanno continuato a trasmettere con dovizia di particolari, dato, questo, che ci fa supporre che qualcosa di vero possa esserci stato. Si racconta che, il 31 marzo 1507, san Francesco apparve ad un’oblata Minima. Erano quelli i suoi ultimi giorni di vita, come ben sappiamo, ed il Santo Eremita si trovava in Francia, ma secondo la tradizione, conscio che la sua morte si stava avvicinando, volle congedarsi dalle sue figlie. Questo è quanto accadde conformemente a quanto si tramanda da secoli: la Minima mentre si trovava occupata nelle pulizie vide un uomo ritto ai piedi della scalinata principale del monastero; era anziano, barba lunga e grigia, indossava l’abito dei Minimi, il cappuccio gli copriva il capo, un bastone tra le mani. Questi si presentò scoprendosi il volto ed invitò la monaca, che gli si era prostrata dinanzi, ad avvisare le consorelle che venissero, perché voleva salutarle prima della sua dipartita per il Cielo. Quella, stupefatta, rispose che nessuno le avrebbe potuto credere, che avrebbero pensato che avesse perduto il senno, ma il Santo Padre le rispose semplicemente: «Per carità, stendi la mano!». La monaca era priva della mano destra! Senza fare domande, prontamente obbedì e allungò il braccio destro la cui mano era monca, san Francesco lo strinse tra le sue mani, poi lo benedisse facendo su di esso il segno della croce ed istantaneamente iniziò a crescerle la mano mancante. A quel punto il Santo Padre le disse: «Vai a chiamarle, perché ora sì che ti crederanno!». Effettivamente le monache vedendo quel fatto sì eclatante credettero al racconto della emozionatissima consorella che andava ad annunciarle che nel chiostro c’era san Francesco ad attenderle e corsero immediatamente incontro all’amato Padre. Sempre secondo il racconto, san Francesco annunciò la sua prossima morte e raccomandò a tutte loro la fedeltà alla Regola ricevuta. Lasciò in dono una semplice tazzina di legno, nello stile propriamente povero e austero che per tutta la vita lo aveva contraddistinto, infine, le benedisse e scomparve. Ma il racconto non finisce qui! Giunse il Venerdì santo. Conosciamo molti libri in cui si narra la morte del nostro santo padre, ma solo il Padre Morales ha raccontato cosa avvenne ad Andújar nel monastero Gesù Maria delle Monache Minime. Le monache si trovavano in Coro raccolte in preghiera, erano le 15,00 del pomeriggio, il raccoglimento venne interrotto improvvisamente da un suono festoso di campane: erano le campane del monastero. Si guardarono attonite, erano tutte lì, chi poteva suonare in quel momento? Andarono a vedere, e comprovavano che suonavano da sole, senza che nessuno le stesse toccando. Le monache non seppero interpretare subito il fatto, poi quando seppero dai frati l’ora in cui san Francesco era passato da questa vita a quella eterna compresero che con quelle campane lui stesso annunziava loro che il momento del suo transito alla benedizione del Cielo era giunto.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.minimepaola.it/san-francesco-attraverso-la-patris-corde/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Storia del cognome di San Francesco</title>
		<link>https://www.minimepaola.it/storia-del-cognome-di-san-francesco/</link>
					<comments>https://www.minimepaola.it/storia-del-cognome-di-san-francesco/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2021 14:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per conoscerlo meglio]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[fondatore ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[profilo biografico]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco di paola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimepaola.it/?p=23660</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit vc_custom_1635778409198"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">In realtà è Martolilla il vero cognome di  S.  Francesco  e  non  D’Alessio  come  è  stato sempre detto. A richiamare recentemente l’attenzione su questo fatto è stato R. Benvenuto, in riferimento ad un atto notarile rinvenuto nell’archivio del Santuario di Paola, ove si dice che il notaio Andrea Marchese di Paola ha rogato un atto in Paola il 29 ottobre 1503, per il quale Brigida di Martolilla, figlia della defunta Vienna, dona al convento di Paola la quarta  parte  di  un  possedimento  ubicato  tra  Torano  e  Lattarico.  Di questo  atto  parla  G. PERRIMEZZI (<em>Vita S. Francisci de Paula notis et dissertationibus illustrata</em>, Roma 1707, vol. II, Diss. V, p. 98-99). La donatrice, sorella di S. Francesco, viene indicata con il cognome Martolilla. Ma anche nel Processo cosentino il riferimento al padre di S. Francesco viene fatto riportando il cognome Martolilla. Infatti la domanda n. 2, riferita al padre di S. Francesco, dice: In che modo nella predetta terra di Paola nacque Giacomo Martolilla, padre di fr. Francesco (<em>CPC</em>, f 2, p. 11). Lo stesso dicasi del teste 6 (<em>CPC</em>, t. 6, f. 10 p.41).</p>
<p style="text-align: justify;">Tale cognome non era sconosciuto ai biografi, ma veniva ritenuto come un soprannome per distinguere il padre di S. Francesco da un altro parente. Martolilla sarebbe stata una trasformazione di Bartolillo, cioè figlio di Bartolo. Non si sa come mai a S. Francesco sia stato attribuito il cognome D’Alessio, che appartiene, invece, al marito della sorella Brigida, il cui figlio, Andrea D’Alessio, venne chiamato in Francia al servizio del re. I. TOSCANO dice: «Paola… fu patria di Jacopo Martolilla figliuolo di Bartolo d’Alessio, che trahea origine da nobili Cosentini: a cui fu mestieri servirsi del cognome di Bartolillo, nome del Padre, per distinguersi da un altro Jacopo parimenti d’Alessio suo stretto parente: così che poscia corrotto il nome di Bartolillo, fu chiamato da tutti Jacopo Martolilla» (<em>Della vita, virtù, miracoli, ed Istituto di S. Francesco di Paola, fondatore dell’Ordine de’ Minimi</em>, Venezia 1691, l. I, c. I, p. 2). Anche il PERRIMEZZI (<em>Vita S. Francisci</em>, <em>Diss.  IV: De  gentilitia  Sancti  Francisci  de  Paula  Familia</em>, p.  56-81), G.  ROBERTI  (<em>S. Francesco di Paola fondatore dell’Ordine dei Minimi (1416-1507). Storia della sua vita</em>, I ed. Roma 1963, p. 61-62) e il GALUZZI (<em>Origini</em>, p.13), riportano le stesse informazioni senza però porsi la questione della verità di questa discendenza. Viene ignorato il LANOVIO, il quale sostiene invece che il cognome sia Martolilla ed esclude categoricamente che questo sia una deformazione di Bartolillo e sostiene ancora che non si può avere una discendenza da una famiglia D’Alessio, non attestata nelle cronache dell’Ordine (<em>Chronicon</em>, p. 2); e viene ignorato anche D. VAN PAPENBROECK, che ricostruisce la parentela di S. Francesco, attribuendogli il cognome di Martolilla, mentre quello di D’Alessio è dato al marito di Brigida Martolilla (<em>Supplementum historicum ad acta S. Francisci de Paula: Acta Sanctorum Aprilis</em>, I, Antuerpiae 1675, p. 210-213). Quanti si schierano a favore del cognome D’Alessio, accettano la spiegazione offerta dal Toscano senza passarla al vaglio critico, accusando gli autori di opinione diversa di avere alterato i dati della storia. A. D’Amico (<em>Dissertationes epistolares ad Amicum directae, quibus stemma, et Patria Divi Francisci Alessij de Paula vindicatur</em>, Messina 1693) sostiene che il Lanovio, «novitatis sector», abbia offuscato le notizie storiche della sua famiglia religiosa (p. 58). Ipotizza, poi, che il  Paolano  si  sia  recato  in  Sicilia  per  visitare  alcuni  suoi  parenti, discendenti o imparentati con la famiglia D’Alessio.</p>
<p style="text-align: right;">GIUSEPPE FIORINI MOROSINI, <em>Il Carisma penitenziale dell’Ordine dei Minimi, </em>p. 17 nota 52.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.minimepaola.it/storia-del-cognome-di-san-francesco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le virtù dell&#8217;età giovanile</title>
		<link>https://www.minimepaola.it/le-virtu-delleta-giovanile/</link>
					<comments>https://www.minimepaola.it/le-virtu-delleta-giovanile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2021 20:24:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per conoscerlo meglio]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[fondatore ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco di paola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimepaola.it/?p=22415</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit vc_custom_1630181333430"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">A grado a grado che la sua intelligenza si andava sviluppando, egli sentiva crescere sempre più il bisogno di attendere alla preghiera, raccogliendosi, più che lo comportasse la sua età, nel pensiero della divina presenza. E le sue preghiere non erano un vano suono di parole, che ripeteva per imitazione, come suole accadere nei fanciulli: erano un atto che, aiutato dalla grazia sviluppatasi per dono particolare innanzi tempo, egli compiva con tutta l’attenzione della mente e l’affetto del suo cuore. Per lui quasi tutte le ore della giornata, dall’alba al tramonto e più tardi molte anche della notte, non conobbero intervalli infruttuosi dell’ozio.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_right  vc_custom_1630181358820 dgt-single-image">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<a href="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/08/vita-san-francesco-5-mis.jpg" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img decoding="async" width="500" height="620" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/08/vita-san-francesco-5-mis.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="" title="vita san francesco -5 mis" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/08/vita-san-francesco-5-mis.jpg 500w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/08/vita-san-francesco-5-mis-242x300.jpg 242w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Assorto nella preghiera, egli dava l’immagine di uno di quegli spiriti eletti, che il Signore educa per se stesso, perché si elevino sino a lui, e vivano nella sua adorazione, nelle delizie ineffabili delle visioni e dei palpiti suoi. Trovava la gioia più intensa nel recarsi mattina e sera in chiesa, dove assisteva in ginocchio alle sacre funzioni, che avevano per lui un’attrattiva irresistibile, e ascoltava con avidità la parola di Dio, che comprendeva e riteneva a memoria. Ma la sua devozione più viva e più tenera era per Gesù Crocifisso e per la Madre celeste, che onorava con ossequi speciali, e che divennero fin d’allora gli amori più ardenti dell’anima sua per tutta la vita&#8230;.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Il giovanetto così puro e mortificato, si adornava inoltre di quelle virtù che più rifulsero nella vita domestica del fanciullo divino: ubbidienza, umiltà, dolcezza. […] Certo egli era una di quelle creature privilegiate, di cui si sarebbe potuto ripetere ciò che di S. Bonaventura ancor giovinetto soleva dire il suo celebre maestro Alessandro d’Ales: «Sembra che Adamo non abbia peccato in lui!». Belle parole, nelle quali scorgo delineato il ritratto morale di questo fanciullo innocente, che sempre adorno della grazia santificante, come affermano concordemente le nostre fonti, ebbe semplicità di animo, bontà di cuore, docilità e fermezza di volontà, alacrità di spirito nella santa gioia, che nasce nell’anima dal sentirsi con Dio.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_center  vc_custom_1630182181844 dgt-single-image">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<a href="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/08/vita-san-francesco-6-mis.jpg" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="608" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/08/vita-san-francesco-6-mis.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="" title="vita san francesco - 6 mis" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/08/vita-san-francesco-6-mis.jpg 500w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/08/vita-san-francesco-6-mis-247x300.jpg 247w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Si univano a queste doti interne, la modestia singolare del suo contegno, l’ingenuità dei suoi modi, la serenità, la grazia del suo volto, che conciliavano l’affetto e le simpatie di quanti l’avvicinavano, i quali sentivano come effondersi da lui la luce e il profumo di una purezza e di una bontà non comuni. Questo complesso non ordinario di qualità interiori ed esteriori non poteva non giustificare pienamente il presagio, che tutti facevano della sua santità con le parole evangeliche: chi mai vorrà essere questo fanciullo.</p>
<p style="text-align: right;">ROBERTI G., S<em>an Francesco di Paola. Storia della sua vita</em>. pp. 72-74.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.minimepaola.it/le-virtu-delleta-giovanile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La personalità. Guida esperta e saggia.</title>
		<link>https://www.minimepaola.it/la-personalita-guida-esperta-e-saggia/</link>
					<comments>https://www.minimepaola.it/la-personalita-guida-esperta-e-saggia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jul 2021 20:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per conoscerlo meglio]]></category>
		<category><![CDATA[fondatore ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mons. morosini]]></category>
		<category><![CDATA[ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco di paola]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimepaola.it/?p=22202</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit vc_custom_1627244638917"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Francesco nella sua vita si è dimostrato un vero leader, svolgendo con prudenza, saggezza e fermezza il ruolo di capo e animatore di una comunità prima e di un movimento dopo, lanciato lentamente verso dimensioni internazionali. Certamente la ricerca costante della solitudine è stata per lui fattore di interiorità, che lo ha portato ad essere saggio e prudente, capace, quindi, di governare con equilibrio e fortezza. Egli è il protagonista della nascita e dello sviluppo dell’Ordine. La collaborazione datagli dai religiosi suoi seguaci, più dotti e più esperti, non offuscò mai il suo ruolo di guida; l’impulso all’agire, perciò, veniva sempre da lui; così come era sua l’ultima decisione nelle varie questioni…</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_center  vc_custom_1627244514019 dgt-single-image">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<a href="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/35-mis-893x1100.jpg" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1232" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/35-mis.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="" title="35 mis" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/35-mis.jpg 1000w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/35-mis-244x300.jpg 244w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/35-mis-768x946.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/35-mis-893x1100.jpg 893w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/35-mis-600x739.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Le testimonianze concordano sull’equilibrio, che egli ha saputo creare tra mitezza e severità. L’Anonimo scrive: Coi suoi religiosi era terribile in volto come un leone e terribile nelle parole con le sue minacce. Affettuosamente paterno invece, e tutto benevolo era con gli umili e i pentiti. E si mostrava terribile per conservare nel timore quelli che non erano venuti meno al loro dovere&#8230; non usava punizioni troppo severe. Richiamava gli ostinati con parole dolci e altri buoni espedienti. Stesso quadro appare dalle testimonianze dei religiosi che depongono al Processo di Tours: Quando gli veniva riferito dai frati qualcosa di spiacevole sugli altri conventi&#8230; egli sopportava tutto questo con volto preoccupato; nonostante tutto provvedeva però con carità a risolvere i vari problemi; nelle ammonizioni qualche volta era severo, tuttavia con i frati inadempienti si comportava con molta mitezza. Non rinuncia alla sua autorità e comanda quando lo ritiene opportuno.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Mitezza e severità manifesta anche nei confronti delle persone che lo accostano per i più svariati motivi: ai sofferenti si rivolge con <em>admiratione et compassione</em>, accompagnando spesso le parole con gesti affettuosi, mettendo ad esempio le mani sulle spalle come segno di condivisione, di incoraggiamento e di speranza verso quanti vuole correggere. e recuperare al bene si mostra <em>cum vulto alquanto sdegnuso</em>. Questo atteggiamento denota in Francesco un temperamento tendenzialmente incline alla collera, che egli però ha saputo ben dominare. Quando occorre, non manca di rimproverare, come fa, per esempio, con la gente che non si recava subito a visitarlo nei momenti di bisogno. Mostra sempre con tutti una grande prudenza, virtù propria di chi comanda.</p>
<p style="padding-left: 90px;">G. FIORINI MOROSINI<em>, Il Carisma Penitenziale </em><em>di S. Francesco di Paola</em><em> e dell’Ordine dei Minimi</em><em>, </em>pp. 129-131.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_center  vc_custom_1627244532230 dgt-single-image">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<a href="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/25mis-908x1100.jpg" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1212" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/25mis.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="" title="25mis" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/25mis.jpg 1000w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/25mis-248x300.jpg 248w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/25mis-768x931.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/25mis-908x1100.jpg 908w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/07/25mis-600x727.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.minimepaola.it/la-personalita-guida-esperta-e-saggia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La personalità. Disponibile e servizievole.</title>
		<link>https://www.minimepaola.it/la-personalita-disponibile-e-servizievole/</link>
					<comments>https://www.minimepaola.it/la-personalita-disponibile-e-servizievole/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 May 2021 13:02:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per conoscerlo meglio]]></category>
		<category><![CDATA[fondatore ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[mons. morosini]]></category>
		<category><![CDATA[ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco di paola]]></category>
		<category><![CDATA[vocazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimepaola.it/?p=21892</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1621169413558" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;"><em>Era benigno e servizievole con tutti, sia con i secolari che con gli stessi suoi religiosi.</em> Gli esempi di generosità, di disponibilità e di servizio, che i Processi ci offrono, sono presi tutti dalla quotidianità della vita, espressione di quel mondo semplice, nel quale Francesco era stato educato e viveva, e che costituisce la base della sua umiltà e della sua penitenza: di sera chiudeva le porte del convento, serviva i frati a tavola, si preoccupava dell’ordine in chiesa e sugli altari, lavava gli indumenti dei religiosi e dei novizi. Ma al di là di questi esempi, è tutta la sua attività lavorativa che va collocata nel contesto della sua generosa volontà di servizio. La sua disponibilità è piena e immediata […] dalla testimonianza dell’Anonimo risulta che egli è stato un grande lavoratore… <em>Si studiava di lavorar molto, far molto, pregare e contemplare.</em> Non è tanto e solo, quindi, la quantità di lavoro che il biografo anonimo registra, ma è la premura che spinge Francesco a rendersi utile, come può e dove può, alla sua comunità e a quanti hanno bisogno del suo aiuto. Anche quando interviene nel lavoro con qualche miracolo, l’intento è sempre quello di servire gli altri e di aiutarli.  Se nel lavoro egli rende per più di sei persone, questo esprime, sì, la sua prestanza fisica, ma è tipico altresì di uno che cerca il lavoro per la gioia di servire. E il lavoro che fa non è fine a stesso, perché è il lavoro di un contemplativo che prega anche molto, che cioè ha alla base, come vedremo, il rapporto con Dio.</p>
<p style="padding-left: 150px; text-align: left;">G. FIORINI MOROSINI<em>, Il Carisma Penitenziale </em><em>di S. Francesco di Paola </em><em>e dell’Ordine dei Minimi</em><em>, </em>pp. 126-127                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    .</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_center  vc_custom_1621169285029 dgt-single-image">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<div class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" data-vc-zoom="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/6-mis-926x1100.jpg" width="1000" height="1188" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/6-mis.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="" title="6 mis" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/6-mis.jpg 1000w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/6-mis-253x300.jpg 253w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/6-mis-768x912.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/6-mis-926x1100.jpg 926w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/6-mis-600x713.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></div>
		</figure>
	</div>

	<div class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_center  dgt-single-image">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<div class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" data-vc-zoom="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/34-mis-894x1100.jpg" width="1000" height="1230" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/34-mis.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="" title="34 mis" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/34-mis.jpg 1000w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/34-mis-244x300.jpg 244w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/34-mis-768x945.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/34-mis-894x1100.jpg 894w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/05/34-mis-600x738.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></div>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.minimepaola.it/la-personalita-disponibile-e-servizievole/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La personalità. Coraggioso e autorevole.</title>
		<link>https://www.minimepaola.it/la-personalita-coraggioso-e-autorevole/</link>
					<comments>https://www.minimepaola.it/la-personalita-coraggioso-e-autorevole/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2021 12:53:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per conoscerlo meglio]]></category>
		<category><![CDATA[fondatore ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[mons. morosini]]></category>
		<category><![CDATA[ordine minimi]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco di paola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimepaola.it/?p=21525</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1619009098460" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Sono i pregi delle personalità forti. Francesco è stato un uomo tutto d’un pezzo, che non ha ammesso compromessi nella sua vita. Schietto sempre in tutte le sue cose, non si è piegato dinanzi ai vari allettamenti che poteva subire. L’episodio dei ripetuti tentativi di corruzione da parte di Luigi XI, che voleva provare la sua costanza, ne è una prova. Ma la sua fermezza e costanza era stata già provata dal re di Napoli. In entrambi i casi la sincerità di vita di Francesco prevale sui loro oscuri disegni e spinge l’Eremita ad affrontarli con rispetto, sì, ma con decisione. Al re di Napoli invia una severa ammonizione con minaccia di castigo da parte di Dio; al re di Francia fa sapere che era meglio restituire la roba altrui che corromperlo con denaro e oggetti preziosi.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_right  vc_custom_1618777311879 dgt-single-image">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<a href="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/20-2-mis.jpg" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="249" height="300" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/20-2-mis-249x300.jpg" class="vc_single_image-img attachment-medium" alt="" title="20 (2) mis" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/20-2-mis-249x300.jpg 249w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/20-2-mis-768x925.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/20-2-mis-600x723.jpg 600w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/20-2-mis.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 249px) 100vw, 249px" /></a>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Dinanzi al bene Francesco non si ferma, costi quel che costi. Non si intimorisce dinanzi all’autorità degli uomini, fosse anche quella degli uomini di Chiesa; non si intenerisce per le sollecitazioni affettuose di chi gli sta attorno; non desiste dinanzi alla protesta di chi gli sta sottomesso ciò egli non si piega. Mostra così un coraggio veramente straordinario, che aveva coltivato fin dagli anni della prima giovinezza, quando seppe fare scelte coraggiose, come quella eremitica. […]</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco mostra altresì coraggio nel saper affrontare gli imprevisti della vita e nel saper rischiare: fu così per i vari viaggi in Calabria e in Sicilia, ma soprattutto per quello fatto in Francia, che rivoluzionò la sua vita; fu così per le varie svolte date al movimento, che dalla sua esperienza prese vita e nome. Se noi analizziamo in chiave umana (e siamo legittimati a farlo) tutte le vicende della sua vita, che per lo più si è abituati a vedere nel contesto della fede, del piano di Dio e del soprannaturale da esse racchiuso, ci accorgiamo che si staglia nitida la figura di un uomo coraggioso e intraprendente. […]</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">I valori che abbiamo indicato lo rendono un uomo autorevole, e questa autorevolezza gli derivava, proprio come in Gesù (At 1,1), dal perfetto equilibrio tra il dire e il fare.  Perciò l’Anonimo poteva osservare che la sua vita era una predica continua e benefica, completando così l’informazione che fu proprio la sua vita virtuosa a dare origine al movimento eremitico a Paola. […]</p>
<p style="text-align: justify;">Egli appare come un uomo dal grande equilibrio psicologico e morale. È imperturbabile di fronte al male, che si trama attorno a lui; sa di essere dalla parte della verità e del bene, perciò non teme nulla e sa pazientare e attendere che il corso degli eventi si pieghi verso quella verità e quel bene, dalla  parte  dei  quali  egli  si  è  schierato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 270px;">G. FIORINI MOROSINI<em>, Il Carisma Penitenziale </em><em>di S. Francesco di Paola e dell’Ordine dei Minimi</em><em>, </em>pp. 127-129.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_right  vc_custom_1618777367017 dgt-single-image">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<a href="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/60-mis.jpg" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="250" height="300" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/60-mis-250x300.jpg" class="vc_single_image-img attachment-medium" alt="" title="60 mis" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/60-mis-250x300.jpg 250w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/60-mis-768x923.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/60-mis-600x721.jpg 600w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2021/04/60-mis.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.minimepaola.it/la-personalita-coraggioso-e-autorevole/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
