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	<title>Blog &#8211; Monache Minime di Paola &#8211; Mora D&#039;Ebre</title>
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		<title>Cammino nel Triduo Pasquale</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 19:59:23 +0000</pubDate>
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			<p style="text-align: justify;">I giorni del Triduo Pasquale ci vengono incontro! Parliamo di giorni, eppure, non sarebbe sbagliato pensare al Triduo come un’unica grande celebrazione, la celebrazione dell’Amore redentore di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni ci viene data la misura dell’amore: amare senza misura! Gesù ce lo dimostra con la sua vita e con la sua morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo nel cuore dell’Anno liturgico, il culmine! <strong>Il Triduo Pasquale è il centro gravitazionale della fede cristiana: tutto l’anno liturgico converge qui e da qui riparte</strong>. Attraverso di esso si arriva e allo stesso modo si ricomincia. È un punto di arrivo, perché la storia della salvezza trova compimento nel dono totale di Cristo all’umanità; ed è un punto di ripartenza, perché da questo dono nasce una vita nuova che ogni anno siamo chiamati ad accogliere per essere rinnovati nello spirito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dio ci ha salvati una volta per sempre, ma noi siamo invitati a dire il nostro “sì” sempre di nuovo, per lasciarci trasformare un poco alla volta, fino a diventare uomini pienamente consapevoli del dono ricevuto</strong>. San Paolo scriveva: <em>fino a che arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, all’uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo</em> (Ef 4,13). Si comprende che non è un cammino che si compie in un giorno, ma di Pasqua in Pasqua noi cresciamo in questa conoscenza del Figlio di Dio e camminiamo verso la maturità della fede.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il Triduo ci rendiamo conto che Cristo ci traccia un cammino esigente ma percorribile con la sua grazia. Egli ci ha dato la chiave per giungere <em>alla misura della statura della sua pienezza</em>. Basta accompagnarlo in questi giorni e lasciarsi istruire dai gesti e dalle parole che ci ha consegnato.</p>

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			<p style="text-align: justify;"><strong>Il Giovedì Santo è il giorno in cui Cristo ci insegna a donarci agli altri, attraverso il servizio, un servizio animato dall’amore</strong>. Cristo si lega ai fianchi uno straccio e da Signore si fa schiavo, lavando i piedi dei suoi. Non è facile capire questo gesto, sebbene visto dal di fuori abbia tutta una carica emozionale che ci commuove ma non ci sconvolge, perché <strong>questa visione possa scuoterci dovremmo metterci noi al posto di Cristo</strong>: nelle nostre case, a scuola, nei nostri uffici, tra i nostri amici e tra i nostri “Giuda”. Piegarci e servire, senza aspettarsi nulla in contraccambio, solo e soltanto perché il Maestro ci ha insegnato che così si fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ultimi Papi alla lavanda dei piedi hanno aggiunto un segno di una grande densità spirituale: hanno baciato i piedi dei dodici.<strong> In quel baciare i piedi potremmo vedere un insegnamento che la Chiesa ci offre: amare anche “lo sporco” che c’è nei nostri fratelli, amare quella parte così difficile d’accogliere. Baciare quel difetto, baciarli nell’errore, nel tradimento, nella loro verità.</strong> Non ha fatto questo Gesù? Lui non baciò chi lo difese, né chi gli restò accanto, non baciò chi lo aveva sempre capito, baciò dei codardi, dei traditori, dei rinnegatori, e in loro baciò la nostra fragilità umana. <strong>Il Giovedì Santo ci insegna a baciare l’Umanità nella sua debolezza più profonda e a servirla donandosi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dono supremo dell’Eucaristia ci insegna che Dio ha voluto rimanere con questa Umanità stanca e fragile ed essere per lei cibo che dà forza, che sostiene. <strong>Dio che si fa cibo ci mostra il destino di ogni cristiano: farsi pane spezzato per l’altro.</strong></p>

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			<p style="text-align: justify;">Nel Venerdì Santo la nostra concezione di Dio viene stravolta<strong>.</strong> E ci sorprendiamo, ascoltando quelle parole: “Se tu sei il Figlio di Dio, scendi dalla Croce” (Mt 27,40), a risentire l’eco delle nostre voci in tante occasioni della vita: “Se Dio esiste perché ha permesso questo?” “Se sei misericordioso allora perché mi è accaduta una cosa simile?”. Che scoperta: <strong>sotto quella Croce c’ero anch’io e ci sono ogni volta che pongo a Dio queste domande o gli muovo l’accusa di essere assente dinanzi al mio dolore mentre Lui quel dolore mi vuole insegnare ad accoglierlo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Venerdì Santo non si celebra la Santa Messa, non c’è consacrazione. È un paradosso solo apparente: il Giovedì Santo celebriamo il dono dell’Eucaristia, che rimane per sempre; il giorno dopo, però, la Chiesa non trasforma il pane e il vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo. I fedeli possono comunicarsi, ma con le specie consacrate il giorno precedente. <strong>Sembra che il dono ci venga sottratto, ma la Chiesa ci ricorda che in questo giorno il Corpo di Cristo è consegnato, non ancora risorto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Venerdì Santo è il giorno in cui Cristo, dalla Cattedra della Croce, ci imparte il più grande insegnamento: solo l’amore vince la morte e la luce non può essere spenta dalle tenebre. <strong>La morte non ha più l’ultima parola, anzi, le sue labbra sono state sigillate dall’Ultima ed Eterna Parola, Gesù</strong>. È il giorno in cui Cristo ci mostra cosa sia davvero l’amore, quanto sia costoso e allo stesso tempo quanto sia fecondo. “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24). Solo quando la vita si dona, la si ritrova moltiplicata: il dono, se consumato, genera altra vita. Questa è la logica cristiana, incomprensibile agli uomini, folle oggi come ieri, ma vera: l’amore, solo se speso, porta frutto.</p>

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			<p style="text-align: justify;">Cosa accade invece durante il Sabato Santo? Sembra che la vita della Chiesa si fermi: nessuna celebrazione, nessuna Santa Messa. Il silenzio cominciato con il Venerdì Santo si estende e ci immette <strong>nel Sabato Santo in cui ogni parola muore perché la Parola è morta.</strong> Morta ma non per sempre e questo ci apre all’attesa. Il Sabato Santo è il giorno in cui la Chiesa non parla, perché è Dio stesso che tace.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Vergine santissima, l’Addolorata, è un’icona fortissima di questa attesa silenziosa, lei non vede, ma attende con fede, perché ha custodito nel cuore la Parola come la custodì nel suo grembo verginale. </strong>E insieme a lei il popolo dei fedeli attende, perché il Re dorme! <strong>La Chiesa “siede accanto al sepolcro”, come una sposa che veglia.</strong> E ci offre un grande insegnamento: <strong>nel tempo del dolore imparare ad attendere, a non lasciarsi travolgere, perché siamo fratelli e sorelle di un Dio che non muore ma risorge, che entra nel dolore, lo affronta e lo vince.</strong> Anche le nostre morti quotidiane non hanno mai l’ultima parola nella nostra esperienza, se fosse così non potremmo dirci cristiani. <strong>Nel silenzio del sabato, Cristo scende negli inferi per cercare Adamo, per raggiungere ogni uomo nel luogo più lontano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E proprio da questo silenzio nasce la luce della Veglia delle veglie: la Veglia Pasquale! Durante questa meravigliosa celebrazione ove ogni simbolo della liturgia è portatore di un significato fortissimo: il contrasto tra il buio e la luce, il fuoco, il cero, le candele, l’acqua e il silenzio che attende il subentrare del canto che celebra. E poi <strong>la proclamazione della Parola di Dio ci fa percorrere la grande storia della Salvezza, che ha il suo apice nel misterioso evento della Resurrezione, di cui solo la notte fu testimone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questa notte, attraverso il preconio pasquale noi riconosciamo <em>felice colpa quella che ci ha meritato un così grande Redentore.</em> <strong>Gesù Cristo ha vinto la più grande paura dell’uomo, quella che entrò nel mondo per <em>invidia del diavolo </em>(Sap 2,24): la morte</strong>. Quale morte? Non solo quella fisica ma anche quella spirituale: il peccato. Gesù ha sconfitto il peccato e la morte, Egli ci ha riaperto le porte del Cielo, ci ha rimesso in comunione con Dio e non solo: ci ha fatto figli del Padre.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto è grande ciò che celebriamo, non esistono parole, c’è sempre il rischio di cadere nella banalità. Vive pienamente questa veglia chi ha sperimentato la morte del peccato e ha conosciuto la risurrezione attraverso il perdono di Dio; chi è consapevole che è stato amato oltre ogni misura. <strong>Quando si fa esperienza di un Dio morto per amore, tutto cambia e questa notte ha un significato indicibile, perché Gesù ha affrontato ciò che più temo e nel modo più doloroso che esiste, solo per amore mio!</strong> Lo scriveva S. Paolo: “…vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me”(Gal 2,20). <strong>E per me ha vinto la morte, per me si è destato dal sonno della morte, per darmi una vita nuova: la sua</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quell’acqua con cui veniamo aspersi simboleggia la vita nuova, la vita di Dio in noi. La luce simboleggia la vittoria della vita sulle tenebre. Nelle domeniche di quaresima ne avevamo avuto un assaggio: dinanzi al pozzo di Giacobbe, insieme alla Samaritana abbiamo scoperto che Cristo è <em>l’Acqua che zampilla in eterno </em>(cf. Gv 4,14) e con il cieco nato abbiamo compreso che Cristo è la Luce del mondo (Gv 9,5), è Lui che dalle tenebre ci fa entrare nella Luce.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal Giovedì Santo, la Chiesa ci consegna al silenzio, ma un silenzio gravido di vita. <strong>Entriamo nella Veglia come si entra nell’alba: con il cuore che attende e gli occhi che cercano la luce che non tramonta, anzi, il Sole che nasce dall’Alto (Lc 1,78): Cristo Signore.</strong></p>

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		<title>Cristianofobia. I veri discriminati di questi tempi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 09:13:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8211; Quando l’inclusività diventa esclusiva &#8211; Purtroppo, se oggi si parla di discriminazione raramente si fa riferimento ai cristiani, eppure ai danni di chi si dichiara tale vengono attualmente attuate politiche di persecuzione in molti paesi, basti dire che dal 2000 sono stati uccisi 160 mila cristiani, uno ogni 5 minuti, con la sola colpa &#8230; <a href="https://www.minimepaola.it/cristianofobia-i-veri-discriminati-di-questi-tempi/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">Cristianofobia. I veri discriminati di questi tempi</span></a>]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-2a2efd32212408caf73f8c70e0e7055e" style="color:#a96b3f">&#8211; Quando l’inclusività diventa esclusiva &#8211;</h2>



<p>Purtroppo, se oggi si parla di discriminazione raramente si fa riferimento ai cristiani, eppure ai danni di chi si dichiara tale vengono attualmente attuate politiche di persecuzione in molti paesi, basti dire che <strong>dal 2000 sono stati uccisi 160 mila cristiani, uno ogni 5 minuti, con la sola colpa di professare che Gesù Cristo è il Figlio di Dio</strong>. Secondo il rapporto &#8220;World Watch List 2024&#8221; di Open Doors, sono molti i Paesi nel mondo nei quali per i cristiani professare liberamente la propria fede comporta il rischio della vita: attualmente la Corea del Nord è considerato il Paese più pericoloso per i cristiani, e la Nigeria detiene il terribile record di maggior numero di omicidi di cristiani a causa della violenza jihadista; in Somalia, Libia, Eritrea e Yemen i cristiani rischiano la morte se scoperti; altri paesi con gravi violazioni della libertà religiosa includono Afghanistan, Arabia Saudita, Cina, India, Iran, Pakistan e Siria. &nbsp;</p>



<p>Ma, senza arrivare a conseguenze tanto nefaste e a luoghi che sono geograficamente così lontani dalla nostra Europa, discriminazioni e vessazioni stanno diventando il pane quotidiano anche per molti cristiani “della porta accanto”. Persone che fino a vent’anni fa non avevano mai avuto problemi nel dichiarare il proprio credo religioso e i propri ideali e valori, oggi sono spesso inibiti nel manifestarsi apertamente persino nella propria cerchia di amici e familiare. E <strong>quando ci si trova in queste situazioni sono due le tentazioni alle quali si va incontro: tirarsi indietro e nascondersi per non compromettersi, oppure avanzare a mo’ di carrarmato con l’intento di stendere tutti per mezzo delle proprie convinzioni</strong>. Entrambe le scelte però risultano poco fruttuose quando non dannose.</p>



<p class="has-text-color has-link-color wp-elements-fbc6abeab34b3a14f732fcf893656d07" style="color:#a96b3f;font-size:28px;font-style:normal;font-weight:700"><strong>Da dove nasce il problema</strong></p>



<p>È un fatto che il cristianesimo entra facilmente in collisione con quelli che vengono attualmente considerati diritti dalla società moderna e che invece, secondo l&#8217;insegnamento del Vangelo, sono da considerare peccati contro Dio e contro l&#8217;uomo.</p>



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<p>Ma quando si dice ad un uomo: “Stai sbagliando” oppure “quello che stai facendo è peccato”, questi facilmente si mette sulla difensiva, perché <strong>l’essere umano da sempre fa fatica ad accettare che la propria condotta sia definita sbagliata </strong>e proprio per evitare di sentirsi sotto accusa, tenta di eliminare alla radice il problema<strong>. Questa ragione lo porta frequentemente a considerare Dio come malvagio o quanto meno come un nemico.</strong> Come spiegava padre Cantalamessa in una sua catechesi quaresimale ai membri della Curia romana: «<strong>Il peccato impuro non fa vedere il volto di Dio, o, se lo fa vedere, lo fa vedere tutto deformato. Fa di lui, non l’amico, l’alleato e il protettore, ma l’antagonista, il nemico</strong>. </p>



<p></p>
</div>



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<p>Perché? Perché l’uomo carnale è pieno di concupiscenze, desidera la roba d’altri e la donna d’altri. In questa situazione Dio gli appare come colui che sbarra la strada con i suoi: “Tu devi!”, “Tu non devi!” <strong>Il peccato suscita nel cuore dell’uomo, un sordo rancore contro Dio, al punto che, se dipendesse da lui, vorrebbe che Dio non esistesse affatto</strong>». Sebbene il predicatore della Casa Pontificia si riferisse in particolare ai peccati contro la purezza, la stessa cosa vale per ogni altro tipo di peccato<strong>. &nbsp;È questa deformata visione di Dio che induce molti a vederlo come giudice, non come Padre.</strong> <strong>Il peccato annebbia la mente e il cuore dell&#8217;uomo </strong>tanto da far vedere bene ciò che è male e a non voler a nessun costo accettare quanti ci mostrano il contrario, considerando costoro come nemici da annientare, o per lo meno da deridere e allontanare.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-958a1394c9c8e0f9d9b9e3b87b5c25b0" style="color:#a96b3f;font-size:28px;font-style:normal;font-weight:700"><strong>Consigli per affrontare situazioni di esclusione e discriminazione</strong></h2>



<p class="has-text-color has-link-color wp-elements-0a4f9f2711c10507525977c6c58f7e82" style="color:#a96b3f">1. <strong>Essere coerenti. </strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-739b854d812f6d2dfbcc72dc72670239">Se sono cristiano e vengo discriminato sul posto di lavoro per esempio, o a scuola, <strong>la prima risposta necessaria e la più efficacia è la coerenza della mia reazione con ciò che professo</strong>. Spieghiamo questo punto con un esempio. <strong>Una giovane, che conosce da anni la nostra comunità, ci ha raccontato di stare vivendo l&#8217;esperienza dell&#8217;esclusione a causa della fede in Cristo Gesù e della fedeltà all&#8217;insegnamento della Chiesa</strong>: potremmo definirla una vera vittima della cristianofobia. Questa giovane ragazza di 16 anni si è trovata completamente isolata nella sua stessa classe, dai suoi stessi compagni, per avere espresso il suo disaccordo sul tema dell&#8217;adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. Un parere tra gli altri, sebbene diverso, eppure non accolto e contrastato, nonché punito con l’isolamento della studentessa. La sua reazione però non è stata quella di fare guerra, di odiare, di mostrare rancore verso i compagni, ma ha continuato ad essere vicina a tutti, ad aiutare se le era chiesto perché per fede sa di essere chiamata ad amare chi la perseguita e a perdonare. Il risultato è che attualmente la ragazza è stata inclusa di nuovo, oggi è apprezzata per la sua coerenza e anche se i suoi compagni conoscono bene le sue posizioni lontane dalle loro, le portano rispetto e l’ascoltano.</p>



<ol class="wp-block-list"></ol>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="443" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-3.jpg" alt="" class="wp-image-55824" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-3.jpg 640w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-3-300x208.jpg 300w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-3-600x415.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Si è trovata isolata dai suoi stessi compagni, per avere espresso il suo disaccordo </em></figcaption></figure></div>


<p class="has-text-color has-link-color wp-elements-bef05a97ee62623245be7a8d657056e5" style="color:#a96b3f">2. <strong>Non cercare di convincere nessuno.</strong> </p>



<p>Troppe volte quando parliamo con gli altri, specialmente con chi non crede o con chi pur credendo vive situazioni di irregolarità, <strong>vogliamo a tutti i costi convincerli della bontà delle nostre convinzioni e ci comportiamo né più né meno come venditori ambulanti che vogliono pubblicizzare la propria mercanzia</strong>. L’ansia di catechizzazione in ogni momento si dimostra controproducente, perché indisponiamo le persone che erano ben disposte e irritiamo maggiormente chi non concorda con le nostre posizioni.</p>



<p class="has-text-color has-link-color wp-elements-1551775138833cd2d4eb1e4668a527fa" style="color:#a96b3f">3. <strong>Raccontare la propria esperienza. </strong>&nbsp;</p>



<p>Piuttosto che fare la morale, parla in maniera semplice della tua esperienza di Gesù Cristo, fermati su di te, su quanto di bene c’ è nella tua vita grazie a Lui e come il tuo aderire agli insegnamenti della Chiesa non abbia tarpato le ali alla tua esistenza ma ti stia servendo per imparare a volare sulla giusta rotta.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-4 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="432" height="290" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia.jpg" alt="" class="wp-image-55827" style="width:840px;height:auto" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia.jpg 432w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-300x201.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 432px) 100vw, 432px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Parla della tua esperienza di Gesù Cristo, di quanto di bene c’ è nella tua vita grazie a Lui</em></figcaption></figure></div></div>
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<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-5 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="has-text-color has-link-color wp-elements-ad752e74b5d7966a3526135fc4d5b328" style="color:#a96b3f">4. <strong>Ascoltare e rispondere senza aggressività. </strong>&nbsp;</p>



<p>Si comprende che è difficile ascoltare quando le cose che vengono dette ci offendono e toccano quanto c’è di più importante per la nostra vita, ossia la fede, ma <strong>anche se fa male sentire certe affermazioni, ci aiuta a comprendere il punto di vista altrui che è essenziale per poter rispondere in modo efficace</strong>. Importante però è mantenere la calma, ricordarci che dinanzi non abbiamo un nemico, anche se si comporta come tale. Ha molta più efficacia l’atteggiamento di chi risponde sempre con calma e rispetto anche a chi invece si dimostra irrispettoso, di chi perde la pazienza e alza la voce.</p>
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<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1100" height="619" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-1-1100x619.jpg" alt="" class="wp-image-55830" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-1-1100x619.jpg 1100w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-1-300x169.jpg 300w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-1-768x432.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2026/02/Cristianofobia-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Forse la tua apertura sarà la prima grande catechesi che quella persona abbia mai ricevuto</em></figcaption></figure></div>


<p class="has-text-color has-link-color wp-elements-0b122a24d9d16e09fcb26f257c4b2d63" style="color:#a96b3f">5. <strong>Non mettere muri ma essere inclusivi anche quando siamo esclusi.</strong> </p>



<p>Dimostrare di essere aperti, senza preconcetti, fare alla maniera di Gesù per intenderci, serve a dimostrare di non giudicare nessuno, anche perché, frequentemente, l’attuale ostilità verso i cristiani trova origine in un equivoco che condannare un determinato peccato voglia dire condannare il peccatore. Papa Francesco, con i suoi interventi, ha chiarito molte volte che <strong>condannare un comportamento peccaminoso non coincide in alcun modo con il condannare il peccatore, che deve essere sempre atteso e accolto dalla comunità. D’altra parte, come diceva lo stesso Gesù: “Chi, dunque, è senza peccato scagli la prima pietra”. </strong>&nbsp;Accogli chi si avvicina, non guardarlo come chi ha la puzza sotto il naso soltanto perché non è tra quelli che frequentano la Chiesa, o perché convive, o perché gli piacciono le persone dello stesso sesso, forse la tua apertura e la tua amicizia sarà la prima grande catechesi che quella persona abbia mai ricevuto.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Ti presento Filomena</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 14:05:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit vc_custom_1760966646525"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
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			<p style="text-align: justify;"><strong>La nostra Comunità è lieta di annunciarvi l&#8217;uscita del libro «Ti presento Filomena. La Minima confidente del Cuore di Gesù», la prima biografia sulla venerabile Filomena Ferrer scritta da una monaca Minima, avvincente storia di un’autentica discepola al femminile di san Francesco di Paola, scelta dal Cuore di Gesù per essere sua apostola e confidente, orgoglio e vanto dell&#8217;Ordine dei Minimi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’autrice, suor Maria Francesca De Matteis, si è abbondantemente documentata e ha redatto queste pagine con il proposito di far uscire dal nascondimento questa magnifica figura di contemplativa Minima, permettendole di sprigionare tutta la sua luce, poiché, infatti, &#8220;non si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa&#8221; (Mt 5,15). Lo stile agile e confidenziale del testo immerge in una storia che stupisce, commuove e speriamo smuova i cuori dei lettori, per orientarli ad un amore sempre più autentico al Cuore di Cristo. Il libro, edito dalla prestigiosa casa editrice cattolica Cantagalli, può essere richiesto al nostro monastero (<span style="color: #0000ff;"><em>filomena.ferrer@minimepaola.it</em></span>) o acquistato online e nelle migliori librerie. </strong></p>

		</div>
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		<title>Dalla Quaresima alla Pasqua</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2025 13:01:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un cammino di Speranza Al termine di questa Quaresima e di questo intenso triduo pasquale, alla luce dell’anno giubilare dedicato alla speranza, abbiamo l’occasione di guardare al tempo appena vissuto e di conseguenza a quello della Pasqua a cui esso ci ha preparato, sotto questa prospettiva, che non sempre si evidenzia e che invece per &#8230; <a href="https://www.minimepaola.it/dalla-quaresima-alla-pasqua/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">Dalla Quaresima alla Pasqua</span></a>]]></description>
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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-text-color has-link-color has-x-large-font-size wp-elements-b90e79344b36b66fcedf5b7c49d9a0fe" style="color:#14577d">Un cammino di Speranza</h2>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Al termine di questa Quaresima e di questo intenso triduo pasquale, alla luce dell’anno giubilare dedicato alla speranza, abbiamo l’occasione di guardare al tempo appena vissuto e di conseguenza a quello della Pasqua a cui esso ci ha preparato, sotto questa prospettiva, che non sempre si evidenzia e che invece per noi Minime e il nostro carisma di vita quaresimale è essenziale.</p>



<p><strong>È difficile togliere alla Quaresima quel <em>vestito nero luttuoso</em> che facilmente le facciamo <em>indossare</em></strong>, perché il tempo che precede la Pasqua è sentito come un tempo di mortificazione, di penitenza, di rinuncia e visto sotto questa prospettiva sembrerebbe non suscitare nessun sentimento di speranza. Ma<strong> se dicessimo che la Quaresima è tempo di vivificazione, di conversione e di liberazione, forse riusciremmo a intravedere i bei colori che essa <em>indossa</em></strong>.</p>



<p>È vero, questi quaranta giorni che ci hanno preparato alla Pasqua, se li abbiamo vissuti seriamente, ci hanno messo in cammino verso la mortificazione, ma questa mortificazione ha avuto su di noi l’effetto di una vivificazione, come appena detto.</p>



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<p>La mortificazione dei nostri sensi, dei nostri appetiti, che richiede un combattimento, uno sforzo, ha come risultato la morte del nostro uomo vecchio e la nascita di quello nuovo. In effetti, <strong>la Quaresima ci incoraggia a far morire quelle dinamiche che ci rallentano, quando addirittura non ci immobilizzano schiavizzandoci. Essa ci aiuta a sperare che morendo a queste dinamiche, a queste schiavitù saremo davvero liberi, in noi potrà vivere Cristo</strong>: Non sono più io che vivo ma è Cisto che vive in me (Cfr. Gal 2,20). E perché questo avvenga io devo morire e Cristo vivere. A questo sono servite <strong>la nostra penitenza e la nostra &nbsp;rinuncia, esse ci hanno spinto a spogliarci di quelle zavorre che non ci permettono di camminare più speditamente verso la nostra personalissima Pasqua</strong>.</p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="356" height="480" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/04/legionnaire-.jpg" alt="" class="wp-image-54902" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/04/legionnaire-.jpg 356w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/04/legionnaire--223x300.jpg 223w" sizes="auto, (max-width: 356px) 100vw, 356px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>Vogliamo interpretare il passo dell’Esodo al capitolo tre, che racconta la teofania di Dio a Mosè, in questi termini: quando, dal roveto ardente, Jaweh comandò a Mosè di togliersi i sandali perché il suolo che calpestava era suolo sacro, era come se gli dicesse: <strong>se vuoi entrare in contatto con il sacro, se vuoi entrare nella mia intimità devi spogliarti di te stesso, delle tue vedute, delle tue chiusure (il termine sandalo deriva dal termine chiudere) per essere liberato da me</strong>. </p>



<p>Mosè effettivamente per liberare il suo popolo deve essere lui stesso libero, anche dalle sue delusioni passate, dalle sue paure, per aprirsi alla speranza, la speranza che Dio farà quanto ha detto. <strong>Questo deve avvenire per noi durante ogni cammino Quaresimale, esso ci deve aiutare a lasciarci trasformare e liberare da Dio: togliere i nostri <em>sandali</em>.</strong> <strong>Le pratiche del digiuno, dell’astinenza, dell’elemosina, servono a spogliarci delle nostre sicurezze, delle nostre comodità per permettere a Dio di rivestirci di sé</strong>. </p>
</div>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="425" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/05/people-2567617_640.jpg" alt="" class="wp-image-54922" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/05/people-2567617_640.jpg 640w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/05/people-2567617_640-300x199.jpg 300w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/05/people-2567617_640-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>O per dirla in altro modo, esse servono a svuotarci di ciò che non serve, di ciò che ci appesantisce e far spazio a Dio, creare il posto nella nostra vita così piena di quel che non serve affinché Dio trovi posto e vi dimori. Solo se abbiamo vissuto la Quaresima in questo modo ci siamo preparati a questa Pasqua veramente, altrimenti abbiamo perso un’occasione, ma non vuol dire che non ne avremo altre. <strong>L’importante è comprendere che la Quaresima è un vero cammino di speranza, verso la Vera Speranza: la Vita Eterna, la Resurrezione</strong>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="423" height="640" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/04/summit-cross-7790437_640.jpg" alt="" class="wp-image-54905" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/04/summit-cross-7790437_640.jpg 423w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/04/summit-cross-7790437_640-198x300.jpg 198w" sizes="auto, (max-width: 423px) 100vw, 423px" /></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>Purtroppo, e in questo anno giubilare si sta mettendo in risalto, noi confondiamo la Speranza, virtù teologale, con le tante piccole speranze che non hanno nulla a che fare con la prima. La Speranza essendo una virtù teologale ha come origine e fine Dio stesso, allo stesso modo della Carità e della Fede. Essa ci è concessa con il Battesimo, infusa da Dio nella nostra anima ed è la sicura attesa della Beatitudine Eterna, della Visione di Dio. <strong>Le nostre piccole speranze hanno mille origini e mille obiettivi diversi, ma sono deludenti, sono illusorie, nel realizzarle ci attendiamo una gioia che poi si manifesta sempre troppo effimera, superficiale ad esse non segue mai una resurrezione</strong>. Persino le speranze più belle, come quelle di una madre in attesa di un figlio, generano alla fine una sorta di illusione e delusione, perché neanche le relazioni più profonde, come quelle di madre e figlio possono donare alla persona una gioia piena ed eterna. </p>



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<p><strong>Le nostre speranze guardano a realtà temporanee, la Speranza cristiana guarda ad una realtà eterna, una realtà di pienezza, di vera e inesauribile felicità</strong>. Per questo, il tempo di Quaresima, inteso come cammino verso la Pasqua, è un cammino di speranza, essa ci fa preparare e procedere verso quella Pasqua eterna, nella quale risorgeremo con Cristo in Dio.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-14 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p><strong>La Speranza non delude e di conseguenza neanche il tempo di Quaresima lo fa se vissuta veramente con intensità, con impegno, con un sincero desiderio di cambiamento.</strong> E qualora questa Quaresima sia passata così, come l’acqua tra le dita, lo ripetiamo, non abbattiamoci, anche in questo tempo di Pasqua possiamo camminare verso la conversione, anche in questo tempo possiamo chiedere a Dio la grazia per metterci in carreggiata nella nostra vita interiore. Se ci guardiamo in fondo, sappiamo su cosa dobbiamo lavorare, sappiamo che non si tratta del fioretto di non mangiare cioccolata, o di non guardare quel programma televisivo che tanto ci piace, perché tutte queste azioni, questi piccoli o grandi sacrifici se sono fine a se stessi e non hanno alla base il vero desiderio di cambiare, di convertirsi, di seguire Cristo non genereranno una liberazione, anzi, adesso che la Quaresima è terminata possiamo rischiare di riattaccarci a tutte quelle cose a cui abbiamo rinunciato per i quaranta giorni precedenti alla Pasqua ed esserne sempre più inghiottiti e assorbiti. <strong>No, dobbiamo individuare ciò che ci danneggia, ciò che ci allontana dalla vera Speranza ma ci aggancia alle vane speranze e fare guerra a questi meccanismi deleteri che ci distruggono per vivere da risorti</strong>. Incamminiamoci dunque, in questo tempo di Pasqua con animo lieto ma forte, aggrappati alla Parola di Dio, ai Sacramenti e facendo delle proposte tipiche del periodo quaresimale: digiuno/astinenza, preghiera e opere di carità, le nostre armi per il combattimento della Buona Battaglia di ogni giorno e non semplicemente della Quaresima.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1100" height="935" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/05/pasqua-1100x935.jpg" alt="" class="wp-image-54925" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/05/pasqua-1100x935.jpg 1100w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/05/pasqua-300x255.jpg 300w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/05/pasqua-768x653.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/05/pasqua-1536x1306.jpg 1536w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/05/pasqua-2048x1742.jpg 2048w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2025/05/pasqua-600x510.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></figure>
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<p><strong>Ci sarà un Passaggio al termine di questa vita (Pasqua vuol dire passaggio) lo possiamo affrontare da uomini e donne saldi nella Speranza che hanno lavorato per staccarsi dalle cose effimere di questo mondo, si sono mortificati e si sono preparati a risorgere, oppure da disperati, come chi ha riposto tutte le sue aspettative in questo mondo e ha terrore di lasciarlo</strong> non comprendendo <em>a quale speranza siamo stati chiamati, quella della nostra vocazione </em>(Cfr. Ef 4,4) che è essere uniti al Padre in Cristo Gesù per l’Eternità. Santa Pasqua di Resurrezione!</p>



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		<title>Non identifichiamo quaresima e filosofia vegana</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2024 09:22:57 +0000</pubDate>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-ed5194d8a85db3fbaba0e66c821eb3ca" style="color:#883701;font-size:28px;text-transform:uppercase">Non è sostenibile un tale accostamento</h2>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:400">Sta diventando molto frequente il collegamento tra san Francesco di Paola e il veganesimo, tanto da poter trovare articoli di testate giornalistiche nostrane, e non, che vertono su questo legame (che non esiste) e cercano di darne delle spiegazioni fondanti (che non reggono). Addirittura, servizi televisivi dedicati al santo di Paola si sono soffermati sull’aspetto del regime alimentare quaresimale accostandolo alla dieta vegana. Da Minime, figlie di san Francesco, ci sentiamo in dovere di chiarire la questione, offrendo ai nostri lettori le spiegazioni reali per cui <strong>non è sostenibile un tale accostamento che, tra l’altro, sminuisce, se non azzera, il valore spirituale della scelta di san Francesco di impostare in un certo modo il regime alimentare della sua famiglia religiosa.</strong></p>



<p style="font-size:18px">Mettiamo in chiaro che <strong>non c’è in questo nostro desiderio di precisare la distanza tra la nostra spiritualità e la filosofia vegana,</strong> <strong>nessun atteggiamento di critica</strong>; si tratta, parafrasando le parole di Gesù, di “dare ai vegani quel che è dei vegani e a san Francesco quel che è di san Francesco”. Proprio per questo, <strong>riconosciamo la grande sensibilità del “popolo dei vegani” che mostra di preoccuparsi per quella che Papa Francesco ama chiamare “la nostra Casa Comune”</strong>, cioè la nostra Terra, e di impegnarsi nella sua protezione e cura. Inoltre, dovrebbe farci pensare la tenacia con la quale questi valori vengono portati avanti e dovremmo domandarci perché, a volte, quando si tratta di difendere i valori cristiani, questa tenacia e radicalità vengono meno.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-2855938c70b05fa3f989fad57cb03e77" style="color:#1f4e79;font-size:28px">Filosofia di vita o vera e propria filosofia?</h2>



<p>Sia che intendiamo il veganesimo come <strong>filosofia di vita  —ovvero un modo personale di interpretare e affrontare la vita basato su valori, credenze, esperienze e obiettivi</strong> che, nello specifico dei vegani, comporterebbe solo una scelta alimentare fondata su motivi salutistici, ecologici o economici<strong>—</strong>  sia che la consideriamo una vera e propria <strong>filosofia  —ossia un&#8217;attività di pensiero che cerca di definire le strutture permanenti della realtà e di indicare norme universali di comportamento</strong> e che determinerebbe per i vegani un impegno totale verso il rispetto degli animali e la sostenibilità ambientale, radicando lo stile di vita sul principio fondamentale che nessun essere vivente dovrebbe soffrire per il nostro benessere o piacere<strong>—</strong>  in entrambi i casi, ci troviamo a guardare la vita su un piano diverso rispetto a quello proprio della spiritualità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1100" height="700" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine1-1100x700.jpg" alt="Immagine1" class="wp-image-53707" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine1-1100x700.jpg 1100w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine1-300x191.jpg 300w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine1-768x489.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine1-1536x977.jpg 1536w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine1-2048x1303.jpg 2048w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine1-600x382.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></figure>



<p>Ma andiamo nello specifico. Il veganesimo o veganismo è un movimento che propone l&#8217;adozione di <strong>uno stile di vita basato sul rifiuto di ogni forma di sfruttamento e crudeltà verso gli animali</strong>, sia per motivi alimentari che per altri usi. Chi segue il veganesimo si <strong>astiene dal consumare carne, pesce, uova, latte, miele e tutti i prodotti di origine animale, e cerca di evitare anche l&#8217;uso di vestiti, cosmetici, farmaci e oggetti che contengono o sono testati sugli animali</strong>. Esso si costituisce su principi etici, ecologici, salutistici e sociali, e ha come obiettivo la tutela di tutti gli esseri senzienti e dell&#8217;ambiente.</p>



<p><strong>Il regime alimentare dei Minimi, che consiste nell’astenersi dalle carni e i suoi derivati, prevede già nella sostanza una differenza con la dieta vegana</strong>. Quest’ultima infatti non permette la consumazione del pesce, che san Francesco non ha escluso dalla nostra alimentazione, sebbene egli, tranne contate eccezioni, non ne mangiasse, né tanto meno è vietato ai Minimi l’utilizzo del miele.</p>



<p>Ma, <strong>il punto nevralgico della questione sta nelle motivazioni che spinsero san Francesco, e di conseguenza i Minimi, ad astenersi da tali cibi e le motivazioni dei vegani.</strong></p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-79e669c19168b48d2d780ef52c687262" style="color:#385723;font-size:28px;font-style:normal;font-weight:700">San Francesco di Paola, innamorato della natura ma…</h2>



<p>Certo che anche san Francesco di Paola aveva un grande amore per la natura e per gli animali, e davvero è stato, come san Francesco d’Assisi, un uomo innamorato del creato e capace di comunicare con esso ad un livello sicuramente straordinario, ma la scelta alimentare compiuta per sé e per i suoi figli va molto oltre. Non si ferma alla ricerca del benessere animale, piuttosto, senza disprezzare questo, si centra nel ricercare la salvezza dell’essere umano integralmente considerato, anima e corpo. Per la quale, in caso di necessità, ritiene giusto sacrificare anche la vita dell’essere animale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1100" height="699" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine2-1100x699.jpg" alt="Immagine2" class="wp-image-53710" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine2-1100x699.jpg 1100w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine2-300x191.jpg 300w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine2-768x488.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine2-1536x977.jpg 1536w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine2-2048x1302.jpg 2048w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine2-600x381.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></figure>



<p>I suoi devoti conoscono perfettamente il miracolo dell’agnellino Martinello risuscitato dalla fornace dopo che gli operai, approfittando dell’assenza del Santo, lo avevano ucciso, mangiato e gettato nella fornace i suoi resti. Questa storia è stata raccontata in un noto sito dedicato ai vegani: <em>vegolosi.it</em> e in base ad essa e al nostro regime alimentare quaresimale, anche in questo caso, il nostro Francesco è stato etichettato come santo vegano. <em>Dulcis in fundo</em>: un altro sito, <em>veganitalia.com</em>, a santo vegano aggiunge santo anti-specista. <strong>Per chi non sapesse cos’è l’anti-specismo esso è il pensiero filosofico, politico e culturale che si oppone allo specismo; esso sostiene che la specie umana non sia superiore alle altre specie animali e per questo non abbia il diritto di sfruttarle.</strong> Ma i devoti di san Francesco, al contrario degli autori di questi siti, conoscono bene anche la storia del cerbiatto che san Francesco inizialmente salvò dai cacciatori e che dopo decise di consegnare avendo ben nota la fame, dovuta alla grande povertà del tempo, che quegli uomini avevano. Questo avvenimento il sito citato ha omesso di raccontarlo. E che dire di quella volta che avendo un’ospite di riguardo al convento e non avendo nulla da offrire, san Francesco inviò alcuni a mare per pescare qualcosa da poter cucinare per l’ospite? Quel giorno, nonostante la burrasca, ci fu miracolosamente una gran pesca di pesci! Se san Francesco fosse stato anti-specista e vegano, avrebbe offerto una bella insalata e non del pesce fresco appena pescato (tra l’altro miracolosamente). <strong>Amore, dunque, per la natura, ma senza estremizzazioni</strong>!</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-193c6c5aab2eb1414c7e1811cce0b218" style="color:#843c0c;font-size:28px">Il regime quaresimale, strumento ascetico per un cammino di liberazione</h2>



<p><strong>Si sta davvero banalizzando la figura del Santo Paolano e il suo carisma quaresimale, rendendolo orizzontale, a detrimento della sua primordiale dimensione verticale, e questo è un grave torto che si fa a lui ma è anche un grave danno per l’Ordine.</strong></p>



<p>Il regime alimentare quaresimale dei Minimi, infatti, viene descritto nel capitolo VI della Regola scritta da san Francesco (riportiamo quella delle Sorelle, che è identica a quella dei Frati, cambia solo il soggetto): «Ciascuna delle Sorelle di quest’Ordine si astenga completamente dai cibi di carne e, nel regime quaresimale, <em>faccia frutti degni di penitenza</em> sì da evitare completamente le carni e tutto ciò che trae origine da esse. Siano dunque assolutamente e irrevocabilmente vietati a tutte e a ciascuna le carni, il grasso, le uova, il burro, il formaggio e qualsiasi latticino, nonché qualunque alimento preparato e prodotto con i medesimi ingredienti». Da ciò si evince chiaramente che <strong>la motivazione per la quale i figli di san Francesco abbracciano questo tipo di alimentazione è <em>fare frutti degni di penitenza</em>, e il fine di questa scelta è la conversione.</strong> L’astinenza da certi cibi, così come il digiuno e le veglie, sono mezzi attraverso i quali «crocifiggere le proprie membra con i vizi e le concupiscenze» (Regola cap. VII) nulla a che vedere con l’ecologia, o con la salute, ecc., motivi questi che riguardano invece il mondo vegano.</p>



<p><strong>La vita ascetica nello stile propriamente quaresimale, che si struttura sul digiuno/astinenza per aprire spazio alla preghiera e alle opere di misericordia, è quella che san Francesco ha proposto a quanti desideravano seguirlo. È un cammino di lotta, come Gesù nel deserto, di battaglia all’uomo vecchio schiavo del peccato, per risorgere con Cristo uomini nuovi; il fine è soprannaturale, </strong>per questo affiancare anche semplicemente la nostra alimentazione con quella dei vegani costituisce un grave errore.</p>



<p><strong>È come se si paragonasse chi va in barca a remi per non inquinare il mare e chi lo fa per allenarsi in vista di una gara.</strong> Si comprende che chi va in barca per essere ecologicamente corretto non farà lo sforzo di chi cerca di prepararsi ad una gara per vincerla. È vero, infatti, che i vegani non mangiano certi cibi ma, è altrettanto vero che, non rinunciano al piacere nel mangiare e questo è testimoniato dai numerosi siti di ricette per vegani, dal proliferare di giornali di cucina per vegani e di alimenti <em>vegan free</em>. <strong>Infatti, dato che i vegani non rinunciano a certi alimenti per spirito di penitenza, ma in base ad altre motivazioni legate alla natura stessa dell’alimento,&nbsp; sono portati a cercare i modi per rimpiazzarli</strong>: pensiamo ai salumi vegani, formaggi vegani, ormai sono arrivati a fare anche le uova vegane.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1100" height="700" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine3-1100x700.jpg" alt="Immagine3" class="wp-image-53701" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine3-1100x700.jpg 1100w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine3-300x191.jpg 300w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine3-768x489.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine3-1536x977.jpg 1536w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine3-2048x1303.jpg 2048w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine3-600x382.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></figure>



<p><strong>Noi Minimi, invece, rinunciamo a certi cibi con il desiderio di liberarci dai lacci del piacere.</strong> A proposito del digiuno, san Francesco nella Regola scriveva che: «il digiuno corporale purifica la mente, eleva il sentimento, sottomette la carne allo spirito, rende il cuore contrito e umiliato, disperde il nutrimento della concupiscenza, spegne gli ardori della libidine e accende la fiaccola delle castità». In queste parole, che certamente possono essere riferite anche all’astinenza e ai frutti che genera nell’anima, è riassunto <strong>il senso del nostro regime quaresimale: sottomettere la carne allo spirito perché esso possa essere liberato dalla schiavitù della sensualità,</strong> che preme per essere soddisfatta e quando trova soddisfazione diventa ancora più forte e oppressiva per lo spirito. <strong>Allora questo stile di vita ascetico ci aiuta a raggiungere quel grado di libertà che serve allo spirito per poter tendere alle cose del Cielo e non restare inchiodato a terra dall’esigenze del corpo.</strong></p>



<p>Qualora il Minimo cercasse di aggirare “l’ostacolo” dell’astinenza (già vederla come ostacolo sarebbe il primo grande ostacolo) facendo uso di prodotti vegani, fra l’altro costosi, tradirebbe sia il voto di povertà che il voto di vita quaresimale, nell’aspetto legato all’alimentazione, perché chiaramente manterrebbe le forme, cioè non mangerebbe cibi di grasso, ma nella sostanza tradirebbe il senso stesso di ciò che ha promesso.</p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-1687d9b77b25eaa0ef1b0ef2826aa77f" style="color:#843c0c;font-size:28px">Una scelta spirituale di grande attualità in prospettiva del futuro</h2>



<p>Infine, <strong>c’è un ultimo tassello da considerare ed è la mancata imposizione ai secolari che fanno parte dell’Ordine dei Minimi del regime alimentare quaresimale.</strong> Essi, , infatti, possono scegliere se alimentarsi anche con cibi di grasso, l’unico obbligo è quello di astenersi dalle carni (non dai derivati) nei giorni dell’anno prescritti dalla Chiesa (quaresima, vigilie, venerdì durante l&#8217;anno) ai quali si aggiungono i giorni anteriori al Natale e tutti i mercoledì. Se san Francesco fosse stato un precursore del veganesimo avrebbe previsto nella Regola dei secolari il divieto delle carni e derivati; invece ha lasciato ai non religiosi la libertà di decisione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1100" height="699" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine4-1100x699.jpg" alt="" class="wp-image-53704" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine4-1100x699.jpg 1100w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine4-300x191.jpg 300w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine4-768x488.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine4-1536x977.jpg 1536w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine4-2048x1302.jpg 2048w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2016/11/Immagine4-600x381.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></figure>



<p>Qualcuno potrebbe dire che la filosofia vegana è nata di recente e che, se san Francesco l’avesse conosciuta, vi avrebbe aderito. Rispondiamo anche a questo per essere esaustive. Il termine veganesimo, effettivamente, è di recente formazione, elaborato nel 1944 da Donald Watson, un attivista inglese che creò la Vegan Society. Tuttavia, le origini del rifiuto del consumo di carne e di altri prodotti animali sono molto più antiche e si ritrovano in diverse culture e religioni. Già nelle civiltà della valle dell&#8217;Indo, tra il 3300 e il 1300 a.C., si praticava una forma di vegetarianismo basata sul rispetto per gli animali e per la natura. Anche nel buddismo, nell&#8217;induismo e nel giainismo si diffusero principi di non violenza e di compassione verso tutti gli esseri viventi, che portarono molti fedeli a seguire una dieta vegetariana o vegana per l’appunto. Nel mondo occidentale, invece, si possono trovare tracce di vegetarianismo e veganesimo in alcuni filosofi greci come Pitagora, Platone e Senofane, che criticavano il sacrificio e il consumo degli animali per motivi etici, morali e spirituali. Quindi, san Francesco avrebbe potuto intraprendere questo cammino come fecero tanti altri, pensiamo a Leonardo da Vinci, Voltaire, Gandhi ecc., ma l’astinenza quaresimale, che l’Eremita di Paola ha vissuto pienamente, ha altre motivazioni e finalità, come esposto.</p>



<p>Allora, lo ripetiamo: diamo ai vegani quello che è dei vegani, ma a san Francesco diamo quello che è di san Francesco, che è poi quello che è della nostra famiglia Minima, a cui teniamo e in cui crediamo e che continuiamo a proporre alla Chiesa e al mondo, perché <strong>fortemente convinti che il nostro carisma, con il suo peculiare riferimento alla Quaresima, sia ciò di cui oggi si ha tanto bisogno per poter essere donne e uomini capaci di risorgere con Cristo a una vita nuova, da redenti: non più schiavi ma liberi!</strong></p>
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		<title>Quaresima, primavera dello spirito</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Feb 2024 12:22:00 +0000</pubDate>
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<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-0133490d290e631e718cef3a6ae1033e" style="color:#673497;font-size:28px;font-style:normal;font-weight:700;text-transform:uppercase">Io faccio nuove tutte le cose</h2>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">Noi lo sappiamo bene:  La Quaresima è un tempo di conversione. Ed è, per tanto, anche un tempo di lotta. La lotta che dobbiamo affrontare si pone su diversi piani: dobbiamo lottare contro noi stessi, contro il nostro io, il nostro orgoglio; dobbiamo lottare contro il demonio e le tentazioni che fa nascere; dobbiamo infine lottare contro ogni realtà che ci allontana da Gesù, da ogni ostacolo che ci impedisce di essere con lui. «Chi non è con me, è contro di me», ci avverte Gesù nel brano Evangelico proposto dalla liturgia oggi (Lc 11,23): queste parole hanno un significato molto profondo e possono servirci di regola in ogni cosa. Essere con Gesù deve essere la nostra prima ed unica preoccupazione.</p>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">Anche noi vogliamo aprirci, e aprire la nostra vita, alla freschezza di una nuova primavera, di un nuovo inizio. Iniziare non vuol dire disprezzare o distruggere quello che fin ora abbiamo costruito. Vuol dire aprirci alla novità: la novità di un rapporto con Gesù più intenso, più amichevole, più intimo… «Non ve ne accorgete…? Io faccio nuove tutte le cose!». Ed è proprio di questo che noi abbiamo bisogno, di un nuovo inizio che, senza rinnegare il nostro personale vissuto, lo rinnovi infondendo in esso una linfa nuova… Abbiamo bisogno di sentire la voce del Signore che ci chiama e ci dice con le parole del Cantico (Ct 2, 10-13):</p>



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<p style="font-size:16px;font-style:normal;font-weight:700"><em>«Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! Perché, ecco, l&#8217;inverno è passato, è cessata la pioggia, se n&#8217;è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!»</em></p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:25%"></div>
</div>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fa60355b2a69d1a049399b26a1c5c1a5" style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">Ecco, così parla il Signore ad ognuno di noi! Parla e ci dice: «Alzati, e vieni! Perché l’inverno è passato, è cessata la pioggia, i fiori sono apparsi, il tempo del canto è tornato…!»</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-19 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<p></p>



<p style="font-size:16px;font-style:normal;font-weight:700">«Alzati e vieni» è la chiamata ad abbandonare una volta per tutte il nostro peccato, a scrollarci da dosso il fango delle nostre miserie e del nostro egoismo,  a non restare paralizzati negli stretti confini del nostro limite! È la chiamata alla conversione e  che la voce della Chiesa fa risuonare ogni Quaresima alle nostre orecchie, e soprattutto al nostro cuore.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1707" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/vytas_sdb-1569046036181-cathopic-1-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-53569" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/vytas_sdb-1569046036181-cathopic-1-scaled.jpg 2560w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/vytas_sdb-1569046036181-cathopic-1-300x200.jpg 300w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/vytas_sdb-1569046036181-cathopic-1-1100x733.jpg 1100w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/vytas_sdb-1569046036181-cathopic-1-768x512.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/vytas_sdb-1569046036181-cathopic-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/vytas_sdb-1569046036181-cathopic-1-2048x1365.jpg 2048w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/vytas_sdb-1569046036181-cathopic-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>
</div>
</div>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">Fratelli, questa è la Quaresima. Questa chiamata del Verbo di Dio, della Sapienza di Dio, che ci dice: “Alzati e vieni”. L’inverno è passato. L’inverno dei nostri rapporti con Dio, forse corretti, ma altrettanto freddi, senza vero amore. L’inverno dei nostri rapporti con i fratelli, formalmente ineccepibili ma incapaci di generare amore, di trasmettere speranza, di aiutare l&#8217;altro a realizzarsi nella sua verità! L’inverno della nostra vita spirituale, ridotta forse all’essenziale, arida… Ed è questo il sogno costante di Dio sulle nostre vite: che una volta per tutte decidiamo di mettere fine al nostro inverno. E. cioè, al nostro torpore, al nostro rimanere bloccati in noi stessi senza riuscire a buttare nuovi germogli né generare nuovi frutti di vita.</p>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">Il Signore oggi ci dice: Alzati e vieni! E con questa parola ci trasmette il coraggio e la capacità di poter realizzare quello che Egli ci chiede. Come a Pietro, che gli chiedeva di camminare sulle acque, disse: vieni!&#8230;</p>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">«Alzati e vieni» è la chiamata ad abbandonare una volta per tutte il nostro peccato, la nostra vita mediocre e borghese, a scrollarci da dosso il fango delle nostre miserie e del nostro egoismo, a non restare paralizzati negli stretti confini del nostro limite. È la chiamata alla conversione e alla penitenza che la voce della Chiesa fa risuonare ogni Quaresima alle nostre orecchie, e soprattutto al nostro cuore.</p>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">Ed è una voce allegra, come corrisponde a un annunzio gioioso. L’annuncio che Dio ci ama e ci aspetta. Che è pronto a cancellare i nostri debiti, voltare pagina e regalarci una veste nuova. Infatti, la chiamata alla penitenza, oltre ad essere una grazia in se stessa, porta anche con sé la grazia della risposta. Doppiamente gioiosa perché ci offre la sicurezza di trovare spalancate le porte della casa paterna e il Padre stesso che ci attende… E nel nostro caso anche il fratello maggiore, Gesù, che non ci rinnega ma ci porta per mano, felice, per farci sedere in sua compagnia.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-20 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1100" height="731" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/cathopic_1518825558523945-1100x731.jpg" alt="" class="wp-image-53572" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/cathopic_1518825558523945-1100x731.jpg 1100w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/cathopic_1518825558523945-300x199.jpg 300w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/cathopic_1518825558523945-768x510.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/cathopic_1518825558523945-1536x1020.jpg 1536w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/cathopic_1518825558523945-2048x1360.jpg 2048w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2022/03/cathopic_1518825558523945-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>La parola che Dio rivolge a noi  è un dono, capace di orientare la nostra vita verso il Signore.</strong> </figcaption></figure></div></div>
</div>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità.</p>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">La Parola che Dio rivolge a noi è, innanzitutto, un dono. Un dono, non un diritto. Dono immeritato e impossibile di meritare. La Parola di Dio è una forza viva, capace di suscitare la conversione nel cuore degli uomini e di orientare nuovamente la persona a Dio. Chiudere il cuore al dono di Dio che parla ha come conseguenza il chiudere il cuore al dono del fratello.</p>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">Il dono occorre saper accoglierlo e approfittarne quando ci viene donato. Non va sprecato, per la sua dignità, ma anche perché potremmo non riaverlo più. Certo, la Parola di Dio donata al mondo è là, immutabile, si è fatta carne e ci è stata donata in modo irrevocabile. Ma l’occasione di grazia in cui la Parola, una Parola, viene donata personalmente ad ognuno di noi e viene accompagnata dalla grazia che trasforma il nostro cuore… questa non ci è dovuta! Dobbiamo sempre avere presente l’esortazione dell’Apostolo a non ricevere invano la grazia di Dio, a non contristare lo Spirito del Signore.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-21 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="font-size:16px;font-style:normal;font-weight:600;flex-basis:66.66%">
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="font-size:16px;font-style:normal;font-weight:600;flex-basis:33.33%">
<p></p>



<p class="has-text-align-right" style="font-size:16px;font-style:normal;font-weight:700"><strong>Frutti dell’ascolto saranno il digiuno, la preghiera e la misericordia, per i quali sta salda la fede, perdura la devozione e resta la virtù. </strong>Il cristiano è chiamato a  non accontentarsi con una vita mediocre ma crescere in amicizia con il Signore.</p>
</div>
</div>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">Frutti dell’ascolto saranno il digiuno, la preghiera e la misericordia, atteggiamenti che sgorgano da un cuore toccato dalla Parola di Dio e che già da se stessi esprimono il desideroso di darle una risposta adeguata per rendere possibile il dialogo amichevole, la comunione di vita e di intimità con Lui. Tali frutti di conversione (digiuno, preghiera, misericordia) diventano a loro volta dei mezzi potenti per perfezionare la nostra adesione a Cristo e la nostra vita spirituale.</p>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">Digiuno, preghiera, misericordia, sono stati da sempre ritenuti inseparabili dalla tradizione della Chiesa. Così lo inculcava san Pietro Crisologo ai suoi fedeli «La preghiera il digiuno e la misericordia sono una cosa sola che ricevono forza l&#8217;una dall&#8217;altra e per i quali sta salda la fede, perdura la devozione e resta la virtù» (Discorso n. 43).</p>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">E san Cipriano, nel suo trattato sul Padre Nostro (n. 32-33), afferma che «coloro che pregano non devono andare a Dio senza frutti e con sole preghiere poiché la richiesta è inefficace quando si prega Dio con sterile orazione. Per questo la divina Scrittura ci istruisce dicendo che “buona cosa è la preghiera con il digiuno e l’elemosina&#8221; (Tb12,8). Colui, infatti, che nel giorno del giudizio darà il premio per le opere e per le elemosine, anche oggi ascolta benignamente chi va all’orazione accompagnato dalle buone opere».</p>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">Digiuno e austerità hanno, inoltre, un grande valore propedeutico, altamente formativo: ci preparano e ci dispongono alla misericordia. In un fascicoletto per bambini ho trovato questa preghiera, attribuita a Sta. Teresa di Calcutta:</p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<p style="font-size:16px;font-style:normal;font-weight:700"><em>«Signore, quando ho fame, dammi qualcuno che ha bisogno di cibo: quando ho sete, mandami qualcuno che ha bisogno di una bevanda; Quando ho freddo, mandami qualcuno da scaldare; quando ho un dispiacere, offrimi qualcuno da consolare…»</em></p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:25%"></div>
</div>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">Infatti, è l’esperienza propria della difficoltà e del dolore che ci permette comprendere e compatire le difficoltà e le sofferenze degli altri. In questi momenti drammatici della storia di Europa e del Mondo.</p>



<p style="font-size:18px;font-style:normal;font-weight:600">«Il cristiano -in parole di Papa Francesco- è chiamato a non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. Gesù è l’amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono».</p>
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		<title>Chi ha preso in ostaggio l’Avvento?!</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Dec 2023 11:11:54 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="dgt-custom-heading vc_custom_heading vc_custom_1702121328111 dgt-al-center"><h4 style="font-size: 28px;color: #dd0404;text-align: center;font-family:Advent Pro;font-weight:700;font-style:normal" class="dgt-heading">Un tempo liturgico da recuperare</p>
<p>in tutta la sua portata</h4></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p style="text-align: justify;">Arriva la fine di novembre e le strade sono già piene di lucine danzanti, stelle e alberi luminosi, palline colorate di qua e di là, dolci prelibati e panettoni in bella vista, ma non ci meraviglia. D’altra parte, ognuno fa il suo mestiere e le vetrine devono essere invitanti perché chi le vede abbia voglia di entrare e comprare. E per le vie, facilmente, si sente la solita frase: “Se non ci vediamo, buon Natale!”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Senza averne consapevolezza, la società ci sta diseducando all’attesa, premendo in continuazione l’acceleratore, con nuove trovate, nuovi input, con l’anticipare i tempi. È l’esaltazione del <em>già ed ora</em>.</strong> Le notizie ormai galoppano in rete e questo ci ha resi incapaci di aspettare, dobbiamo sapere tutto e subito, dobbiamo avere ciò che desideriamo immediatamente ed il fatto che ci venga posto dinanzi non fa che aumentare quest’ansia, questa frenesia.</p>
<p style="text-align: justify;">E quando si avvicina Natale ciò si fa lampante e rischia di trascinare anche i cristiani, chiamati invece a vivere un periodo di preparazione alla grande Festa del Natale del Signore, preparazione necessaria perché esso possa essere vissuto in pienezza. <strong>Insomma, stiamo rischiando di farci rubare il tempo prezioso dell’Avvento!!!</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="dgt-custom-heading vc_custom_heading vc_custom_1702121857053 dgt-al-left"><h4 style="font-size: 22px;color: #dd0404;text-align: left;font-family:Advent Pro;font-weight:700;font-style:normal" class="dgt-heading">Avvento: certezza e speranza</h4></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p style="text-align: justify;">Esso è definito tempo forte perché è un momento importante per la nostra vita di fede, è il momento dell’attesa, il momento del silenzio carico di stupore, come quello di Maria che riceve l’annuncio dell’angelo. <strong>L’Avvento ha un valore propedeutico perché, oltre a ricordarci che Cristo è venuto tra noi, che il Verbo di Dio si è fatto carne, ci porta ad alimentare l’attesa, che dovrebbe accompagnare sempre la vita di ogni cristiano, dell’avvento ultimo del Figlio di Dio, il ritorno di Gesù nel mondo, per ricapitolare in sé ogni cosa.</strong> L’Avvento avrebbe poco senso se fosse orientato soltanto a ricordarci un evento passato, importante certo, importantissimo, ma conclusosi tanto tempo fa, cioè la nascita del nostro Salvatore. <strong>Esso serve a ritemprare i nostri animi affievoliti nel fervore e spesso distratti e a farci innalzare quel grido pieno di cristiana speranza: <em>Maranatha, vieni, Signore, Gesù!</em> </strong>Vieni perché noi ti stiamo aspettando, vieni perché per noi cristiani il tuo ritorno non è temuto ma sospirato, è il compimento delle tue promesse in cui noi crediamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La liturgia che da sempre aiuta i fedeli ad entrare nel mistero,</strong> in questo tempo d’Avvento lo fa: attraverso i profeti dell’Antico Testamento calandoci nell’atmosfera della grande promessa, quella del Messia che avrebbe salvato Israele; mediante il Nuovo Testamento che ci conduce per mano fin dentro il bellissimo incipit della Storia delle storie, quella del nostro Salvatore, Dio fatto uomo, Gesù di Nazaret; attraverso i Padri della Chiesa che ci aiutano a meditare sulla venuta futura e finale di Colui che è venuto nella carne e che ritornerà un giorno glorioso portando in alto il vessillo della Croce Gloriosa, ma anche della sua venuta quotidiana nel nostro cuore, per mezzo dei Sacramenti, della sua Parola, del suo Spirito che ci inabita.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p style="text-align: center;"><em>Maria, maestra di ascolto e di attesa.</em></p>

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			<p style="text-align: justify;"><strong>La liturgia ci educa anche attraverso i personaggi che troviamo nei brani del Vangelo che si proclamano nei giorni dell’Avvento perché essi sono, infatti, maestri di attesa e di ascolto.</strong> Pensiamo ad Elisabetta e Zaccaria che attendono la realizzazione di quanto annunciato dall’Arcangelo, la nascita del figlio insperato a causa dell’età avanzata da entrambi; pensiamo a Maria che, come tutto il popolo di Israele, attende il Messia con fiducia, e poi riceve l’annuncio impensabile dell’Arcangelo: lei stessa sarà la madre del Messia. Inizia per lei un’altra attesa, quella della madre che aspetta la nascita del figlio. E poi c’è Giuseppe, anche lui ci insegna ad attendere, ci insegna l’importanza di saper fare silenzio per meditare, di non farsi trascinare dagli istinti, dai primi moti d’animo.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p style="text-align: justify;"><strong>Tutti loro ci insegnano a sperare l’insperabile, ci insegnano ad avere fiducia in Dio che non lascia mai delusi coloro che confidano in lui, ci educano all’ascolto obbediente della Volontà di Dio.</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="dgt-custom-heading vc_custom_heading vc_custom_1702121452582 dgt-al-left"><h4 style="font-size: 22px;color: #dd0404;text-align: left;font-family:Advent Pro;font-weight:700;font-style:normal" class="dgt-heading">È una questione di fede...</h4></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Vediamo dunque, quanto sia importante vivere questo tempo liturgico pienamente, senza di esso la gioia del Natale non può essere sperimentata intimamente, non può cambiarci interiormente. <strong>Occorre recuperare il tempo di Avvento, con tutte le sue prerogative di sobrietà, di silenzio, di raccoglimento, di meditazione, di attesa vibrante, ciò ci aiuterebbe davvero ad entrare nel Mistero del Natale. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La mondanità, con i suoi rumori, le sue lucine e i suoi addobbi, non aiuta questa riscoperta del tempo d’Avvento. <strong>Non è solo un problema di chiese vuote, ma di cuori disorientati, che si lasciano soggiogare dalle sensazioni immediate… di spiriti assopiti nei quali la vera luce dell’uomo, la fede, è troppo tenue, vacillante, indecisa… e cercano di riempire il proprio vuoto con le piccole, molteplici, lucine delle creature, che non possono portare né calore né gioia.</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p style="text-align: justify;"><strong>L’Avvento è stato preso in ostaggio dalla mondanità </strong>che ci ha posto nella condizione di chi vuole arrivare al termine del suo viaggio senza percorrere la strada, o di chi pretende conquistare un trofeo senza un paziente allenamento. Il Natale non può prescindere da questo tempo previo di attesa. Il Natale deve essere preparato, o piuttosto, noi <strong>ci dobbiamo preparare a celebrare il Natale</strong> <strong>con la preghiera, con la ricerca di un tempo in più per meditare quale grande evento sia la venuta di Dio tra di noi, di un Dio che si fa come noi, e ricordarci che quel Dio venuto una volta nel mondo ritornerà per unirci tutti a Sé per l’eternità!</strong></p>

		</div>
	</div>
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			<p><em>Il Natale non può prescindere di questo tempo di attesa</em></p>

		</div>
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
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			<p style="text-align: justify;">Questa meditazione giornaliera, seria, magari aiutata da delle omelie o catechesi ben pensate, preparerebbe davvero i nostri animi alla lode, all’adorazione di quel Bambino santo che rischiamo di considerare solo un personaggio indispensabile per il nostro presepe nel salotto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché ora come ora, non c’è più nulla d’aspettare, l’Avvento non c’è: è stato preso in ostaggio dal natale!, ma non quello vero con la N maiuscola, piuttosto quello dei regali e dei negozi, delle città addobbate e degli alberi pieni di palline e lucine! delle lampadine appese e delle carte luccicanti…</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="dgt-custom-heading vc_custom_heading vc_custom_1702122429216 dgt-al-left"><h4 style="font-size: 22px;color: #dd0404;text-align: left;font-family:Advent Pro;font-weight:700;font-style:normal" class="dgt-heading">Il riscatto</h4></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è il riscatto da pagare per ritornare a gustare la bellezza dell’Avvento e di conseguenza del Natale (con la N maiuscola)? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ripartire da cose semplici e concrete:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>ricominciare a fare come facevano i nostri nonni, che attendevano la Novena di Natale per fare presepe e albero, basterebbe <strong>posticipare la preparazione della casa applicandosi di più a quella dello spirito;</strong></li>
<li>approfittare del tempo di Avvento e di tutte le opportunità che esso ci offre, mediante la Novena all’Immacolata e quella di Natale;</li>
<li>un atteggiamento semplicissimo ma molto efficace sarebbe <strong>non augurarsi “Buon Natale” in anticipo ma dirsi piuttosto: “buon cammino d’Avvento”</strong> perché questo ci permetterebbe di rinnovare in noi e negli altri la consapevolezza del Tempo che si sta vivendo;</li>
<li>un’altra provvedimento utile, che potrebbe costare un po&#8217; ai bambini ma che li aiuterebbe a comprendere che il Natale occorre attenderlo, sarebbe quello di non mangiare i dolci che per forza le mamme devono preparare un po&#8217; prima, o che arrivano a casa per altre vie… <strong>Spiegare ai bambini, ai ragazzi (e anche ai papà), il motivo dell&#8217;attesa può essere una catechesi che rimanga impressa</strong> e, soprattutto, che faccia concretamente <em>gustare </em>la differenza tra l’attesa e la festa vera e propria;</li>
<li>può essere vantaggioso anche l&#8217;ascolto di buone catechesi sull’Avvento, o la lettura di libri su questo argomento, ad esempio: <em>L’infanzia di Gesù</em> scritto dal Papa Benedetto XVI, la cui prima parte si dedica proprio ai Vangeli che leggiamo in questo periodo (Annunciazione, Visitazione, il sogno di Giuseppe ecc.), o il libro di padre R. Cantalamessa, <em>Il Mistero del Natale, </em>o tanti altri che possiamo trovare nelle librerie religiose.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allora paghiamo questo riscatto, scopriremo com’è bello vivere ogni cosa al momento giusto e com’è importante questo tempo, pensato dalla Chiesa per aiutare i fedeli ad accogliere e a vivere pienamente il grande mistero della nostra Salvezza, il Natale del Nostro Signore Gesù Cristo che è venuto nel mondo, che viene ogni giorno nel nostro cuore e che verrà <em>come un ladro di notte</em> per cui dobbiamo essere pronti perché non ci trovi impreparati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E a voi, nostri lettori, buon Avvento!</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>La nostra bella vita sprecata</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 14:20:16 +0000</pubDate>
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<p>la bellezza di una vita donata tutta a Dio</h4></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p style="text-align: justify;">Quando una giovane comunica la propria decisione di entrare in un monastero di clausura o, meglio, di dire sì alla chiamata di Dio, è quasi certo che incorrerà in questa affermazione: “Stai sprecando la tua vita!”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sì, è vero, per il mondo la nostra è un’esistenza sprecata, i nostri doni inespressi, le nostre possibilità limitate. Ma quanto si sbaglia il mondo! Interrogandoci tra noi su cosa risponderemmo oggi, dopo molti anni di monastero, a queste affermazioni, ne è venuto fuori uno scambio molto ricco di impressioni che portano tutte alla stessa conclusione: <strong>la vita di una monaca contemplativa è pienamente realizzata, i suoi doni non solo non sono inespressi, trovano addirittura la loro piena espressione nell’essere a disposizione di un Dio così creativo che riesce ad utilizzarli per il più nobile degli scopi: la salvezza delle anime!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando era ancora una giovane Minima, una nostra consorella, parlando con la Correttrice le disse: “Madre, la mia famiglia mi dice che sto sprecando tutte le mie doti, rimanendo in clausura” e la sapiente Madre le rispose: “Mettiamo che fosse così, forse Dio non ha il diritto di chiederti di sprecare quei doni che Lui stesso ti ha dato? Ma, la verità è che con Lui la tua vita non è sprecata, bensì sublimata!” <strong>La monaca, in effetti, fa questa esperienza di sublimazione della propria esistenza, perché la radicalità della sua donazione a Dio le permette di aderire totalmente all’azione della grazia lasciandosi possedere totalmente dallo Spirito che la condurrà a vivere “per Cristo, con Cristo e in Cristo” come perpetua “lode della gloria del Padre”.</strong></p>

		</div>
	</div>
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			<p style="text-align: justify;">“Se ti dicessero oggi che hai sprecato la tua vita entrando in clausura, tu cosa risponderesti?” è stata la domanda che ci siamo poste fra noi e che abbiamo posto ad altre consorelle di altre comunità. Una monaca con una prontezza che non lascia spazi ad equivoci ha risposto: <strong>“Se così ho sprecato la mia vita, la sprecherei una seconda volta”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, l’obiezione a queste affermazioni è che una vera vita realizzata è quella di chi fa del bene agli altri. E quante volte ci siamo sentite dire che avremmo fatto meglio ad andare in missione, perché avremmo aiutato tante persone in difficoltà! Questo, però, è un ragionamento totalmente umano. Ad esso la risposta migliore è che, s<strong>e non si fa la volontà di Dio non si può essere utili a nessuno! </strong>Se una ragazza, chiamata alla clausura, si lasciasse convincere da queste affermazioni, e decidesse di partire per qualche Paese sperduto, finirebbe insoddisfatta e renderebbe insoddisfatti chi le sta intorno. Viceversa, una giovane chiamata alla missione, che decide di entrare in monastero, resisterebbe molto poco e per tutto il tempo che si costringesse in clausura sarebbe una persona depressa.</p>

		</div>
	</div>
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			<p style="text-align: justify;">Inoltre, l’asserzione che sarebbe stato più utile al mondo il nostro lavoro in un ospedale, o in una casa-famiglia, non tiene conto del valore della preghiera e la sua efficacia davanti a Dio.<strong> Chi vive in monastero fa giornalmente esperienza della potenza dell’orazione innalzata al Cielo in favore dei fratelli.</strong> Situazioni considerate irrisolvibili, relazioni che sembravano distrutte, ecc., vengono salvate per la potenza della preghiera, non di chi la eleva, sia chiaro, non per la santità di chi prega (saremmo rovinati), piuttosto perché <strong>Dio gradisce e accoglie misericordiosamente la preghiera fatta con fede per il bene dei fratelli.</strong></p>

		</div>
	</div>
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			<p style="text-align: justify;"><strong>Quando si vivono continuamente questi piccoli e grandi miracoli ottenuti dalle preghiere che bussano incessantemente ed insistentemente al Cuore di Dio, si comprende che utilità abbia la vita di una claustrale.</strong> Non per nulla è proprio una contemplativa la Patrona delle missioni: santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, per capirci, santa Teresina. E ciò si spiega per il fatto <strong>che la Chiesa ha riconosciuto che dalla vita donata delle contemplative, sgorga una linfa vitale che collabora all’azione dei missionari, dei sacerdoti, di tutti i fedeli e implora il perdono dei peccati di quanti hanno errato, spingendoli ad accogliere il messaggio che ricevono dagli evangelizzatori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La comune esperienza di chi è stata chiamata alla vita di clausura (ma in generale di chi ha accolto la chiamata di Dio quale essa sia) è quella di sentirsi appagata e felice. <strong>E come si può definire sprecata una vita felice, una vita vissuta nella lode di Dio, nella gratitudine a chi ci ha dato tutto, nella gioia della fraternità?</strong></p>

		</div>
	</div>
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			<p style="text-align: justify;">Una veneranda monaca, interrogata dalle più giovani su cosa avrebbe fatto se fosse potuta rinascere, rispose con franchezza: “Esattamente quello che ho fatto. E <strong>se rinascessi altre mille volte rifarei mille volte la scelta fatta tanti anni fa</strong>”. Questa Sorella è morta da tempo, sappiamo però da chi ha vissuto con lei che pur nel dolore della pesante malattia vissuta per anni, non perse mai la gioia della vocazione. Un’esperienza simile è stata quella di una giovane monaca alla quale era stata diagnostica una malattia incurabile. Dopo che le era stata data la notizia dai medici, pur con commozione, disse alla sua Correttrice: <strong>“Nessuno mi toglierà la gioia di essere di Dio”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Essere di Dio: che gioia immensa e indescrivibile.</strong> <strong>Quale onore per delle poverette come noi che siamo state chiamate, chissà per quale strano disegno di Misericordia, a vivere sempre con Gesù e per Gesù, facendoci attraverso di Lui offerta viva al Padre nello Spirito Santo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È proprio il caso di dire allora: <strong>come è bella questa nostra vita<em> sprecata</em>!</strong></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Suor Filomena ci parla dell&#8217;Arcangelo Michele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 13:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Per saperne di più]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit vc_custom_1695906337437"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="dgt-custom-heading vc_custom_heading vc_custom_1695906485384 dgt-al-center"><h4 style="font-size: 30px;color: #944141;text-align: center;font-family:Croissant One;font-weight:400;font-style:normal" class="dgt-heading">Le dieci frasi più belle</h4></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit vc_custom_1695906444273"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1695906430785" >
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			<p style="text-align: justify;">Abbiamo già resa nota, in un altro articolo, la particolare devozione della Venerabile suor Filomena nei riguardi del grande Principe Michele Arcangelo. Vogliamo raccogliere alcune tra le sue più belle frasi scritte su di lui, con l’intenzione di accrescere l’amore e la venerazione nei riguardi di colui che è tra l’altro Patrono dell’Ordine dei Minimi e verso il quale lo stesso nostro Santo Padre e Fondatore, Francesco di Paola, nutriva un profondo amore, sicuro della sua potente protezione dagli assalti del nemico.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #944141;">Non ti dimenticare neanche dell’Arcangelo San Michele, perché questo valoroso Principe abbatte e confonde la superbia dei tentatori, e intercede con Dio per i suoi devoti, e molto di più per coloro che portano il suo nome.</span></strong></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #608782;"><strong>Gesù Maria e Michele devono essere le tre grandi colonne che distruggono e umiliano il mondo, il demonio e la carne, nemici della nostra anima.</strong></span></li>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #944141;">Vi prego o Arcangelo nobilissimo […] andate Voi, insieme all’Immacolata Vergine Maria, e difendetelo [il Papa] dal fuoco infernale che lo circonda, e umiliate Lucifero e i suoi seguaci, che desiderano vedere esiliata, abbattuta e sepolta la santa Chiesa ed i suoi ministri. Fate, o mio Arcangelo, che la nostra santa Madre Trionfi, e confondete i suoi figli ribelli e i demoni che li spingono a questo.</span></strong></li>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #608782;">Capivo bene che queste due gemme preziosissime erano Maria Immacolata e Michele Arcangelo, come pur comprendevo la felice sorte di coloro che si adoperassero a onorarli e glorificarli.</span></strong></li>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #944141;">Questa triade [il Sacro Cuore, l’Immacolata e Michele Arcangelo], dev’essere benedetta e glorificata sulla terra come congiuntamente nel cielo le tre Divine Persone. Beata la nazione, il popolo o il monastero che si impegnerà nella loro devozione.</span></strong></li>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #608782;">Maria vuole domandare, Gesù o il suo SS. Cuore vuole concedere e Michele desidera dispensare a larga mano ciò che Maria ha Impetrato.</span></strong></li>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #944141;">La bellezza di Michele è tanto somigliante a quella di Dio, che, dopo il Verbo Eterno, non c’è altro spirito celeste che possa uguagliarlo in questo. Come tra la mente e il seno sta il volto, questo è il posto di Michele, chiarissima e dolcissima immagine dell’Essere Eterno.</span></strong></li>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #608782;">Questo nobilissimo Arcangelo farà da messaggero o dispensatore delle abbondantissime grazie che Maria caverà dal Cuore di Gesù e gli sarà di tanto gaudio poter prestare servizio alla sua Regina e consolazione a noi che gemiamo sotto questa dura schiavitù dell’esilio, che senza esagerazione si può dire impareggiabile.</span></strong></li>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #944141;">Saranno senza dubbio mirabili più mirabili le misericordie che d’ora in poi si spargeranno tra noi se ci impegniamo nella devozione al Cuore di Gesù, a Maria Immacolata e a Michele Arcangelo.</span></strong></li>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #608782;">Oh, quale grande felicità per la nostra sante Religione dei Minimi, avere per Patrono colui che assiste senza timore dinanzi all’Altissimo. Il nostro Padre San Francesco, che tanto teneramente lo amava, conosceva bene la sua grandezza; imitiamone la devozione e otterremo la sua protezione.</span></strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In queste splendide espressioni della Mistica spagnola scopriamo non solo la sua particolare devozione al Principe delle Milizie Celesti, ma anche la sua conoscenza del ruolo che san Michele svolge a favore dell’Umanità per conto di Dio. Lui distribuisce le grazie che Maria Santissima ottiene dal Figlio per noi uomini, per la nostra salvezza. Inoltre, san Michele è il nostro difensore, colui che scacciò il maligno dal Cielo è in grado di scacciarlo da noi quando questi si fa vicino per farci cadere, per allontanarci da Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Invochiamo san Michele, tutti i giorni, non solo in occasione della sua festa, invochiamolo perché difenda il Papa, difenda la Chiesa, non permetta che l’inganno del diavolo prenda piede nei Pastori chiamati a guidare il Popolo di Dio; invochiamo san Michele, Principe della Pace, perché riporti la pace in Europa e nei luoghi martoriati dalle terribili guerre fratricide; chiediamogli che aiuti le famiglie a vivere secondo la volontà di Dio, sapendo riconoscere la tentazione della disunione, del tradimento, dell’ira, della vendetta e vincere sempre utilizzando l’arma più potente che è l’Amore. Invochiamolo perché aiuti i giovani a comprendere il volere di Dio su di loro, che li aiuti ad amarsi così come Dio li ha voluti e pensati. Infine invochiamo san Michele, perché aiuti ognuno di noi a progredire nel cammino verso Dio, chiediamogli di non permettere che ci separiamo da Lui e di fronte ai suggerimenti malefici del nemico sapere rispondere sempre come fece lui: “Chi come Dio?”</p>

		</div>
	</div>
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		<title>Il ritorno della Venerabile</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Aug 2023 20:29:20 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit vc_custom_1691956187541"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"><div class="dgt-custom-heading vc_custom_heading dgt-al-center"><h4 style="color: #bf6a15;text-align: center;font-family:Cherry Cream Soda;font-weight:400;font-style:normal" class="dgt-heading">Il suo messaggio</p>
<p>giunge in tutto il mondo</h4></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid dgt-bg-inherit"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p style="text-align: justify;">Dalla morte della Venerabile Filomena Ferrer la devozione verso di lei la non ha mai cessato di espandersi, nonostante i tanti eventi negativi come la guerra civile del ’36-‘39 che vide l’esclaustrazione dei nostri conventi sia maschili che femminili in Spagna. Infatti, hanno continuato nel tempo a giungere ai monasteri dell’Ordine testimonianze di grazie ricevute per sua intercessione e richieste di materiale su di lei, persino dall’America latina. Ma negli ultimi anni sembra proprio che la Venerabile abbia deciso di fare il suo ritorno in grande stile. Iniziando a far parlare nuovamente di sé nel 2016 con la pubblicazione dell’applaudito libro di S. Ecc. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo Emerito di Reggio Calabria-Bova, <strong><span style="color: #bf6a15;">La Spiritualità Quaresimale dei Minimi e la devozione al Sacro Cuore di Gesù</span></strong>, per Laruffa Editore e tradotto in spagnolo e pubblicato nel 2018 con il titolo <strong><span style="color: #bf6a15;"><em>Devoci</em></span><span style="color: #bf6a15;">ón al Sagrado Corazón y espiritualidad cuaresmal. La caridad sacrifical en la Venerable Sor Filomena Ferrer</span><em>.</em></strong></p>

		</div>
	</div>
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			<a href="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Immagine3-918x1100.jpg" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="1787" height="2141" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Immagine3.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="Copertina libro Mons. Morosini" title="" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Immagine3.jpg 1787w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Immagine3-250x300.jpg 250w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Immagine3-918x1100.jpg 918w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Immagine3-768x920.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Immagine3-1282x1536.jpg 1282w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Immagine3-1709x2048.jpg 1709w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Immagine3-600x719.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1787px) 100vw, 1787px" /></a>
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
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			<p style="text-align: justify;">Nel volume, presentato nel Tempio del Sagrado Corazón in Mora d’Ebro, Mons. Morosini sviluppa il concetto teologico del tutto nuovo di <em>caritas sacrificalis</em> applicandolo alla Venerabile e alla sua consegna amorosa quale vittima sacrificale al Cuore di Gesù per la salvezza della Chiesa e delle anime. Critiche molto positive e recensioni ottime al libro hanno permesso che il nome di suor Filomena ritornasse alla ribalta nella stampa cattolica della Catalogna. Il libro è stato inoltre presentato a Paola, nel nostro monastero, nella sua versione italiana.</p>

		</div>
	</div>
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			<p style="text-align: justify;">Un anno dopo, 2019, è uscito in Spagna un altro libro sulla Venerabile: <span style="color: #bf6a15;"><strong>La experiencia del sufrimiento en la Venerable Sor Filomena Ferrer</strong></span><em>.</em> Ispirato dalla figura di suor Filomena, don Juan Manuel Bajo Llauradó, sacerdote licenziato in Studi Ecclesiastici con una lunga formazione in Gerontologia e Bioetica assistenziale e geriatrica, autore di diversi libri e particolarmente conosciuto nella diocesi di Tarragona, ha deciso di affrontare uno degli aspetti più difficili nella vita della Venerabile: la sua sofferenza fisica e spirituale, analizzando e studiando da un punto di vista clinico le malattie fisiche e da un punto di vista teologico quelle spirituali.</p>

		</div>
	</div>
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			<a href="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-Mn.-Bajo-922x1100.jpg" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="1773" height="2115" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-Mn.-Bajo.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="Libro Mn. Bajo" title="" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-Mn.-Bajo.jpg 1773w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-Mn.-Bajo-251x300.jpg 251w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-Mn.-Bajo-922x1100.jpg 922w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-Mn.-Bajo-768x916.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-Mn.-Bajo-1288x1536.jpg 1288w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-Mn.-Bajo-1717x2048.jpg 1717w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-Mn.-Bajo-600x716.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1773px) 100vw, 1773px" /></a>
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			<p style="text-align: justify;">Come in una catena, nel 2020 nuovamente Mons. Morosini, che nel Primo Ramo dell’Ordine è l’autore che più si sta distinguendo nello studio della figura della Venerabile, ha dedicato l’appendice del suo libro, <span style="color: #bf6a15;"><strong>S. Francesco di Paola e la comprensione del mistero pasquale di Cristo</strong></span>, a suor Filomena presentandola come la mistica della sofferenza.</p>

		</div>
	</div>
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			<p style="text-align: justify;">Ma suor Filomena, che aveva ricevuto la missione di portare il messaggio del Cuore di Gesù a quante più persone le fosse possibile, sembra che dal Cielo voglia continuare l’opera con modalità nuove rispetto alle consuete. Infatti, sempre nel 2020, è sbarcata al Cinema con il film <span style="color: #bf6a15;"><strong>Corazón Ardiente</strong></span>, della Goya Producciones. Il docufilm sul Cuore di Gesù, che ha ottenuto un clamoroso successo in ben 21 Paesi, ha permesso al messaggio che il Sacro Cuore aveva consegnato a suor Filomena, a metà dell’1800, di raggiungere mete insperabili per i nostri umili mezzi di monache di clausura. L’incontro tra suor Filomena e la Goya Producciones è stata una questione di<em> &#8220;Dioincidenze&#8221;: </em>su internet era apparsa la propaganda dei lavori incorso per il film <span style="color: #bf6a15;"><strong>Corazón Ardiente</strong></span>, così la nostra Comunità di Mora-Paola si è messa in contatto con il produttore Andrés Garragò per saperne di più. La pellicola era stata appena conclusa ma quando il dott.re Garragò conobbe la storia di suor Filomena, quale nuova apostola del Cuore di Gesù, non volle rinunciare all’opportunità di parlare di lei anche se solo nei filmati extra. Il tempo a disposizione era di soli tre minuti, ma come riassumere il messaggio del Sacro Cuore alla Venerabile in così poco tempo? Le telecamere giungono a Mora d’Ebro e Madre Maria degli Angeli Martín, allora Correttrice della nostra Comunità e quindi responsabile dell’affiliata Comunità del Sagrado Corazón in Mora d’Ebro, racconta per grandi linee la storia di questo messaggio e della giovane messaggera, appunto Filomena Ferrer, ma supera il tempo stabilito; ai produttori il compito di tagliare il filmato lungo dodici minuti. Finale della storia: ascoltata la vicenda della Venerabile gli autori del film non se la sentono di ridurre il filmato, è troppo importante che venga ascoltato, così tagliando altri filmati extra procurano di raddoppiare il tempo a disposizione e così suor Filomena ottiene oltre sette minuti per “parlare” del desiderio del Cuore di Gesù che ci siano anime che ricambino il suo amore e compensino all’indifferenza con il quale Egli è ricambiato dalla maggioranza degli uomini, queste anime generose oltre a consacrarsi a Lui e compiere atti di riparazione ai peccati commessi contro il Suo Cuore devono trasformarsi in cercatori di cuori da consacrare a quello del Redentore.</p>

		</div>
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			<a href="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/DVD-sor-Filomena-1100x288.jpg" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="2000" height="524" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/DVD-sor-Filomena.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="DVD sor Filomena" title="" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/DVD-sor-Filomena.jpg 2000w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/DVD-sor-Filomena-300x79.jpg 300w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/DVD-sor-Filomena-1100x288.jpg 1100w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/DVD-sor-Filomena-768x201.jpg 768w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/DVD-sor-Filomena-1536x402.jpg 1536w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/DVD-sor-Filomena-600x157.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a>
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			<p style="text-align: justify;">Come dicevamo all’inizio, suor Filomena sta davvero facendo il massimo per farsi ascoltare e lo sta facendo, si può dire, da sola, forse per incoraggiarci ad aiutarla, forse per dirci che la sua missione è anche la nostra, figli e figlie di Francesco di Paola e di non lasciarla da sola in questa opera. Pensiamo questo perché, come se tutto quanto sopra detto non bastasse, nel 2021 la Fondazione San Michele Arcangelo<em>, </em>dalla Polonia, ha contattato uno dei nostri monasteri, quello delle Minime di Valls, ove suor Filomena entrò e morì, al fine di avere informazioni proprio su di lei. Difatti, avendo la Fondazione iniziato i lavori per la produzione di un docufilm sulla figura di San Michele Arcangelo, aveva scoperto l’esistenza di una monaca spagnola che ebbe particolari rivelazioni ed esperienze mistiche legate al Principe delle Milizie Celesti, San Michele, questa monaca era proprio suor Filomena, che ebbe tra l’altro la singolare esperienza di vedere e parlare con l’Arcangelo. Così, attraverso la voce di Madre Maria Elida Cillero, delle Minime di Valls, giunge nuovamente sullo schermo la Minima di Mora d’Ebro. Il docufilm dal titolo <span style="color: #bf6a15;"><strong>Zobacz Anioła, Film dokumentalny o </strong><strong>Świętym Michale Archaniele</strong></span><em>,</em> (<span style="color: #bf6a15;"><strong>Vedi l’Angelo. Film documentario su San Michele Arcangelo</strong></span>) distribuito dalla <em>Ksi</em><em>ążka z filmen na DVD</em> e prodotto con la collaborazione della<em> Kondrat Media</em>, della <em>Fundacja </em><em>Świętego Michala Archaniola (Fondazione San Michele Arcangelo) </em>e la<em> Fundacja Misericordia (Fondazione Misericordia)</em> è stato distribuito in formato DVD in molti Paesi del mondo.</p>

		</div>
	</div>
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			<a href="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-P.-Sole-e-traduzione.jpg" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="529" height="960" src="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-P.-Sole-e-traduzione.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="Libro P. Solé e traduzione" title="" srcset="https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-P.-Sole-e-traduzione.jpg 529w, https://www.minimepaola.it/wp-content/uploads/2023/08/Libro-P.-Sole-e-traduzione-165x300.jpg 165w" sizes="auto, (max-width: 529px) 100vw, 529px" /></a>
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			<p style="text-align: justify;">Ma la cosa importante per noi Minime non è solo il fatto che si sia parlato della Venerabile durante il docufilm ma che, la conoscenza di questa figura, ha generato un tale interesse da determinare la richiesta della traduzione in lingua polacca di una delle sue biografie, il libro di Padre José María Solé Romá CMF, <span style="color: #bf6a15;"><strong>El camino espiritual de sor Filomena Ferrer. Guía al Corazón de Cristo</strong></span><em>, </em>pubblicato nel 2022 con il titolo <strong><span style="color: #bf6a15;">Serce Jezusa ratujące świat. Objawienia Matki Bożei i Sw. Michała Archaniola. Duchowe przesłanie S. Filomeny Ferrer </span></strong>(Il Cuore di Gesù salva il mondo. Apparizioni della Madre di Dio e di S. Michele Arcangelo. Il messaggio spirituale di suor Filomena Ferrer) edito Wydawnictwo Esprit.</p>

		</div>
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: justify;">Anche noi Minime, della Comunità di Paola- Mora, ci siamo già da qualche anno lanciate con entusiasmo nell’opera di diffusione del messaggio del Sacro Cuore a suor Filomena siamo vicine a dare alle stampe la prima biografia sulla Ferrer scritta da una monaca Minima, tra l’altro in italiano, e che speriamo possa servire a rendere sempre più nota la sua storia e la sua missione. Intanto non cessano di giungere le testimonianze di grazie ottenute per sua intercessione: guarigioni insperate, conversioni impensabili, risoluzioni di problemi familiari o lavorativi, grazie che stiamo tentando di raccogliere per presentarle al Postulatore delle Cause dei Santi Minimi, Reverendo Padre Ottavio Laino, affinché possano essere valutate ai fini della sua beatificazione.</p>

		</div>
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